PIANO LOCALE GIOVANI DEL 13° MUNICIPIO

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Primo incontro pubblico: Piano locale giovani del 13° Municipio

La partecipazione

Dal 25 al 31 Ottobre 2009, una composita spedizione di amministratori, educatori, giovani del 13° Municipio è sbarcata ed ha posto il suo campo base a Granada, meravigliosa città dell’Andalusia, nel Sud della Spagna, intreccio di storie e culture.
Obiettivo? Costruire un processo di scambio e confronto sui temi delle politiche giovanili e della partecipazione, mettere a confronto realtà e contesti locali, modelli e pratiche, trovare nell’altro spunti ed esperienze utili ad arricchire e rinnovare i propri percorsi.

In questi sei giorni abbiamo conosciuto l’esperienza della Provincia di Granada e dei Comuni che la compongono. Abbiamo osservato gli sforzi in atto per mettere al centro delle strategie di governo la partecipazione diretta dei giovani alla vita pubblica e sociale.

Un investimento sistematico sulla partecipazione giovanile che ha visto sindaci ed assessori dei diversi comuni (di diversi colori ed estrazioni politiche), fare insieme più di 5 mesi di formazione. Dotare ogni Municipio di “Agenti Socio-Culturali” impegnati nel territorio. Attivare, a partire da gruppi pilota, delle vere e proprie Assemblee Locali dei Giovani, pubbliche ed aperte. Restituire ai ragazzi ed alle ragazze spazi di protagonismo, decisionalità, attivazione propri.

In questi sei giorni abbiamo scoperto similitudini e diversità. Siamo stati coinvolti in una riflessione attenta e critica sui temi della partecipazione “dal basso” e della partecipazione “Istituzionale”. Abbiamo riflettuto sull’importanza odierna di questo termine, sui rischi e le insidie della “partecipazione in provetta”, sulla ricchezza racchiusa nelle esperienze partecipative spontanee, sul concetto di sovranità. Abbiamo cercato di raccontare il nostro contesto, di restituire e mettere in gioco le nostre esperienze sul campo: dal Progetto Versus (L. 285/97), al Bando municipale delle Idee, alle esperienze di partecipazione autogestite, fino alle forme di espressione artistica che quotidianamente ri–disegnano la nostra metropoli.

Torniamo da Granada con un bagaglio di contenuti, metodologie, pratiche da condividere e socializzare. Potremmo raccontarci un giorno come Pionieri della Partecipazione? Non lo sappiamo, dipende da tutti e tutte voi, dalla capacità di raccogliere uno spunto e cogliere una opportunità, di avviare una riflessione e, soprattutto, aprire nuove strade da percorrere insieme, già ora, costruendo con energia e spirito di innovazione il

PIANO LOCALE GIOVANI DEL 13° MUNICIPIO.

Per questo invitiamo associazioni e cooperative, comitati di quartiere e scuole, operatori e cittadini, gruppi di giovani ed ogni singolo ragazzo e ragazza che vive ed attraversa il nostro territorio

VENERDI’ 11 DICEMBRE ore 16.30
Presso la BIBLIOTECA SANDRO ONOFRI
ACILIA (Via Umberto Lilloni 39/45)
Primo INCONTRO PUBBLICO

Organizza: MUNICIPIO XIII in collaborazione con Progetto Versus (L:285/97) Aree di Ostia Levante, Ostia Ponente, Entroterra

Per Info e Contatti: Municipio XIII Servizi Sociali 0669613690

Centro Lo Spazio Ostia 06/56362165
Centro Tana Libera Tutti 06/5640571
Cooperativa A Piccoli Passi 06/5212248

Filippo Lange
Coordinatore nazionale EAD
www.action-drugs.eu
Ass. cult. Affabulazione
339.4984669

Sicuri… da morire

Daniele Errera

I Giovani Democratici di Ostia Levante sono lieti di invitarvi, il

4 dicembre alle 18:30, all’evento
”Sicuri… da morire”,
presso il circolo Gd di via Ammiraglio del Bono 41/43.

Parleremo del tema SICUREZZA, dai tagli del governo alle ronde, dall’introduzione dell’esercito in strada, alle politiche e proposte in Parlamento, fino ad arrivare al rapporto tra mass media e percezione della sicurezza.

Parteciperanno:
Marcella Lucidi (ex sottosegretaria al Ministero dell’Interno)
Gianni Ciotti (resp Silp-Cgil prov. Roma) e
Tania Passa (giornalista di Art.21).

Coordinerà Daniele Errera coordinatore Giovani Democratici Ostia Levante.

Per info: Daniele Errera, coord. Gd Ostia Levante

3389954630

errera.daniele@gmail.com

Consiglio municipale straordinario sul Teatro del Lido di Ostia

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E il Teatro del Lido?
Consiglio municipale straordinario venerdì 27 novembre 2009

Venerdì 27 Novembre alle ore 9:30 nell’aula consiliare Massimo Di Somma si terrà l’ennesimo consiglio municipale sul Teatro del Lido, chiuso da 17 mesi dalla giunta Alemanno/Vizzani.

Sono stati invitati l’Assessora alla Cultura della regione Lazio Giulia Rodano, l’Assessore alla cultura del Comune di Roma Umberto Croppi e l’Assesora alla Cultura della provincia di Roma cecilia D’Elia; invitata anche la Dott.ssa Giovanna Marinelli, direttrice del Teatro di Roma e il Dott. Voglino, capo del IV Dipartimento del Comune di Roma.

Si invita la cittadinanza a partecipare attivamente per capire quale sarà il destino dell’ unico teatro pubblico del Municipio XIII!

Venerdì 29 novembre 2009
dalle 9.30 alle 12.30
Aula consiliare XIII Municipio

Eutelia in lotta

Alessandro Colombi

Approfitto per rilanciare qui una segnalazione di lotta dei lavoratori ex Eutelia in cerca di visibilità e solidarietà.

~Dal 4-Novembre-2009 le nostre principali sedi ROMA-TORINO-MILANO-BARI-IVREA sono**PRESIDIATE**con assemblee permanenti.

AGILE – ex EUTELIA: COME LICENZIARE 9000 PERSONE SENZA CHE NESSUNO SE NE ACCORGA !!!!! E’ iniziato il licenziamento dei primi 1200 lavoratori di OLIVETTI-GETRONICS-BULL-EUTELIA-NOICOM- SONTEL

TUTTI CONFLUITI IN: AGILE s.r.l. ora Gruppo Omega Agile [ex Eutelia] è stata consegnata a professionisti del FALLIMENTO. Agile [ex Eutelia] è stata svuotata di ogni bene mobile ed immobile. Agile [ex Eutelia] è stata condotta con maestria alla perdita di commesse e clienti . Il gruppo Omega continua la sua opera di killer di aziende in crisi, l’ultima è Phonemedia – 6600 dipendenti – che subirà a breve la stessa sorte di Agile. In tutto, siamo una realtà di *quasi 10.000 dipendenti e, considerando che ognuno di noi ha una famiglia, le persone coinvolte in questa CRISI sono circa 40.000! Eppure nessuno parla di noi.

Per mantenere il LAVORO abbiamo bisogno di visibilità mediatica. Abbiamo manifestato nelle maggiori città italiane: Roma – Siena: Monte dei Paschi – Milano – Torino – Ivrea – Bari – Napoli – Arezzo), siamo SALITI sui TETTI, ci siamo l’INCATENATI a Roma in Piazza Barberini, abbiamo occupato le SEDI, Roma per prima. Nonostante ciò NON siamo mai stati nominati in nessun TELEGIORNALE NAZIONALE perchè la parola d’ordine è che se non siamo visibili all’opinione pubblica il PROBLEMA NON ESISTE.

*Se sei solidale con noi INOLTRA QUESTA MAIL ad almeno 10 amici nei prossimi 30 minuti, non ti costa nulla, ma avrai il ringraziamento di tutti i Lavoratori e le Lavoratrici di Agile [ex Eutelia] che da mesi sono senza stipendio e che lottano per il DIRITTO AL LAVORO, primo Diritto Fondamentale della nostra Costituzione.

**Non lasciar morire questa azienda! *

*Le Lavoratrici e i Lavoratori di Agile s.r.l. – ex Eutelia*

*******************************************************

- “La segreteria della Camera del Lavoro di Roma Est, ha istituito la ‘Cassa di Resistenza’ a sostegno della lotta dei lavoratori ex Eutelia/Agile. La raccolta dei fondi va indirizzata al c.c. IT56K0312703201CC0340010496. I fondi, saranno utilizzati per tutte le iniziative utili a mantenere lo stato di agitazione e le occupazioni dello stabilimento a sostegno di una vertenza che pone il problema del mantenimento del polo dell’informatica nel nostro paese”.
Lo rende noto Cgil.

“NO B day” del 5 dicembre: il PD fa la scelta sbagliata

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Il No Berlusconi day a Roma il 5 dicembre 2009 – Una nota di Giorgio Jorio

Il no al “NO B day” del 5 dicembre deciso dal neo segretario PD Bersani che dichiara oltretutto:…noi parteciperemo alle manifestazioni organizzate dal nostro partito…”, mi sembra un errore politico grave che tra l’altro ripete antichi errori del PCI e delle sue successive trasformazioni, ma anche di Rifondazione Comunista fino alla sua atomizzazione.

Mi ricorda l’errore del PCI che non seppe interpretare la forza propositiva dei movimenti degli anni settanta rifiutando appunto di partecipare alle loro iniziative. È questa un’antica forma di separatezza aristocratica della politica che vive tutt’oggi, mentre un partito d’opposizione e di sinistra dovrebbe partecipare e fondersi con i movimenti e, camminando insieme aprirsi al dialogo e all’ascolto per ricollegare la propria azione politica con la realtà e i bisogni del popolo.

Mentre Bersani prende le distanze, Di Pietro commette l’altro grave errore di annettersi la paternità di un’iniziativa che invece parte dalla rete.

I politici devono imparare che i movimenti non si ignorano né si annettono.
E’ tempo di aderire, partecipare, ascoltare per essere ascoltati.

Gianluca Cavino: i valori della politica

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I valori della politica di Gianluca Cavino

Una riflessione sulla politica e sui valori che ancora rappresenta in Italia.

La confusione generata da scelte sbagliate ha prodotto la non identificazione dei valori che quello o quell’altro partito dovrebbe rappresentare e per i quali dovrebbero essere votati dai cittadini. Quale partito è di destra, quale di centro e quale di sinistra? Quali sono i valori per un partito di Sinistra e quali per un partito di destra oggi?

Chi si vuole impegnare politicamente cosa dovrebbe fare?

Ho cercato di fare un’analisi, in questi due video, non certo esauriente ma con l’obiettivo di fare rete e di condividere i propri pensieri e le proprie azioni.
E’ la rete ed internet che ci stanno salvando dal silenzio dell’informazione e dalle lobbies politiche, e sono proprio gli strumenti che ci offre internet che dovremmo usare maggiormente.

Gianluca Cavino

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Pier Paolo Pasolini: Un profeta laico del nostro tempo

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Pier Paolo Pasolini: un profeta laico del nostro tempo, di Gianluca Cavino

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Catia Castagna e Galliano Mariani recitano l’Agamennone tradotto da Pier Paolo Pasolini, Centro Habitat Mediterraneo Lipu Ostia, 1° novembre 2009

Bisogna dire subito senza preamboli reverenziali o falso bigottismo che Pier Paolo Pasolini è sempre stato e rimane ancora oggi un emarginato.

Una figura eclettica e per certi versi istrionica, un’anima geniale che ha offerto al mondo, buttando in pasto al popolo ignorante, la sua arte senza alcuna sovrastruttura o caricatura.

Si è offerto nudo di fronte alla realtà che lo circondava e ha cercato di analizzare non solo il contesto storico nel quale viveva ma anche e soprattutto gli scenari futuri.

Uomo dalla rara onestà intellettuale si è inimicato tutti i poteri forti del suo mondo, dai governanti, alla Chiesa e persino quel partito Comunista al quale aveva riposto le sue speranze non senza critiche.

Un emarginato perché voleva rompere l’ordine costituito, voleva dare libera espressione all’arte, voleva dare il suo contributo nella lettura di un Italia alle prese con l’industrializzazione e la forte ripresa economica del dopoguerra.

Un emarginato perché non parlava mai per conto di qualcuno o di qualcosa, allergico a qualsiasi forma di potere sfuggiva dall’ermeneutica moralistica di quel tempo trovando dimora prima di tutto nei versi, nella prosa e nella poesia.

In una intervista rilasciata a La Stampa il 12 Luglio del 1968 Pasolini afferma una delle sue convinzioni più chiare che palesa non solo la sua gioia di vivere ma anche la sua emarginazione sociale: “Io sto benissimo nel mondo, lo trovo meraviglioso, mi sento attrezzato alla vita, come un gatto. E’ la società borghese che non mi piace. E’ la degenerazione della vita nel mondo. Hitler è stato il tipico prodotto della piccola borghesia. Anche Stalin è un prodotto piccolo borghese”.

Pasolini è prima di tutto un poeta civile, un uomo di lettere che ha però ribaltato la concezione classica dell’intellettuale tutto cervello, egli concepiva il suo essere lettarato come occasione per mettere in gioco non solo la sua mente ma anche il suo corpo, i suoi sentimenti e perché no la sua stessa anima.

Nelle sue opere si intravede in modo consistente un suo essere romantico, era un cantore della morte e della distruzione, era la voce degli ultimi della storia, di quelle vite emarginate come lui alle quali non era concesso di godere della ripresa economica del paese.

Era il poeta civile della tragedia e possiamo dire con enorme convinzione che potrebbe essere accostato a Dante e Petrarca.

Era un uomo a cui piaceva dare scandalo e l’ironia della sorte ha voluto che lui stesso desse una definizione dello scandalo a poche ore dal suo omicidio. Rilasciando una dichiarazione al secondo canale della televisione francese il 31 Ottobre del 1975 disse: “Io penso che dare scandalo sia un diritto, essere scandalizzati un piacere e chi rifiuta il piacere di essere scandalizzato un moralista”. Fu la sua morte ad aver destato scandalo più di ogni altra sua azione in vita.

Pensare Pasolini al di fuori di una realtà localizzata è impensabile. Egli cerca i modi in cui l’essere nel mondo degli uomini e l’ambiente si uniscono in un paesaggio composito, determinando transazioni sociali, tradizioni e linguaggi. Ed è appunto in questi luoghi naturali e culturali che assume forma e spessore il classico binomio identità – differenza. E’ la vita stessa per Pasolini ad essere plurale, un groviglio di tradizioni, paesaggi, luoghi e cultura che si unificano sempre in modo unico e dove è difficile, se non impossibile, scorgerne la sintesi.

Per questo rifiutava ogni pensiero totalizzante e oligarchico, per questo aveva compreso che il mondo che lo circondava spendeva le sue energie a creare maschere che nascondessero la genuinità e la verità a vantaggio di interessi di classe. Ed il suo sforzo che lo ha portato all’emarginazione è stato proprio quello di far cadere le maschere, l’ipocrisia. Rimarrà nella storia dei tempi una sua celebre frase che ritroviamo in Bestemmia: “Sei così ipocrita che come l’ipocrisia ti avrà ucciso, sarai all’inferno e ti crederai in paradiso”.

Un emarginato, un corsaro e un essere contraddittorio come lui stesso si definisce, riconoscendo i suoi limiti. Un uomo scomodo che proprio per questo e la sua brillante e prolifica produzione culturale ha subito 33 processi senza riportare condanna alcuna.

In Vie Nuove del 1964 Pasolini dice: “Il mio pessimismo mi spinge a vedere un futuro nero, intollerabile a uno sguardo umanistico, dominato da un neo imperialismo dalle forme in realtà imprevedibili”. Dieci anni dopo in un intervista che gli fece Enzo Biagi Pasolini si dichiarò senza speranza, ed ecco allora che il poeta civile diventa profeta, ossia colui che si fa carico della realtà storica.

Un profeta perché è un lettore del presente e coglie lo spessore degli eventi rapportandolo al futuro, laico perché senza pregiudizi. Un profeta laico che ci fa affermare quanto ancora sia attuale il suo pensiero e quanto vergognosa sia ancora la sua emarginazione anche nelle scuole.

Pasolini amava spesso dire che la morte non è nel non comunicare ma nel non essere più compresi, con questa frase ci lascia un testamento laico e umanistico che dovrebbe spingere tutti all’apertura all’altro, alla curiosità delle differenze e alla comprensione del diverso. Una lezione di vita che il nostro mondo e la nostra società italiana non hanno ancora imparato.

Pier Paolo Pasolini: 2 novembre 1975 all’idroscalo.

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Anniversario dell’assassinio di Pier Paolo Pasolini, idroscalo di Ostia,
2 novembre 1975

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Galliano Mariani recita l’Agamennone tradotto da Pier Paolo Pasolini, Centro Habitat Mediterraneo Lipu Ostia, 1° novembre 2009.

Da “Memorie del memoriale” di Giorgio Jorio

C’era il silenzio delle mattine dei giorni festivi in via dell’Idroscalo, ma ai margini delle baracche la terra parlava. Urlava anzi. Del massacro di gruppo, era il terreno a conservarne le tracce. Lo sterrato era un campo di battaglia. Orme di molte passi, un vero e proprio intrigo d’orme disordinate e i solchi profondi di ruote di più macchine in diverse direzioni, come se fossero state guidate da ciechi che non sapevano dove andare. Schiacciato sul terreno misto a sabbia e ancora bagnato dalla pioggia notturna, un corpo, un tormento di carne e sangue, dal volto sfigurato.

A scoprirlo fu Maria Teresa Lollobrigida, abitante dell’Idroscalo. Lo scoprì, alle sei e mezza del mattino, mentre andava verso la macchina del marito Alfredo per scaricare dei pacchi. Fu proprio lei a piantare il paletto e a deporre il barattolo con i fiori. Tra i primi ad accorrere sul luogo del massacro, i diffusori de l’Unità della vicina “Sezione Togliatti”. Preparavano il consueto lavoro dei giorni festivi per portare il giornale in quella che proprio Pasolini aveva chiamato «la periferia delle periferie»: le case Armellini intorno a ‘Piazza della vergogna’.

Un quartiere abitato dai baraccati dell’Idroscalo e dai moltissimi senza tetto venuti dalle decine di baraccopoli della città, richiamati dalla più grande azione diretta d’occupazione di case organizzata dai comunisti di Ostia Nuova. Tra gli attivisti della Sezione, impegnati nella diffusione, anche Giorgio Jorio, che soltanto pochi mesi prima, insieme a Roberto Zapelloni, Claudio Grottola, lo scultore Gizzi, e altri artisti, intellettuali e operai, aveva partecipato con il Poeta d’opposizione a una ricerca sociologica sul territorio per studiare, insieme, una risposta al degrado sociale e culturale di quel lembo di terra dimenticata dalle istituzioni.

Quando accorremmo sul posto, poco prima delle 7, la zona era stata già delimitata dal nastro di plastica dei carabinieri. L’area era insolitamente vasta. Oltre cento metri di raggio. Partiva da una sbilenca recinzione avanti alcune casupole di pescatori e si estendeva verso la via dell’Idroscalo oltre ogni apparente ragione. Mi è sembrato subito che si volesse tener lontana, molto lontana la gente che cominciava ad accorrere. Il corpo martoriato di Pier Paolo era lontanissimo e ancora scoperto. Grottola, che conosceva meglio i luoghi, ci guidò attraverso la fanga, gli sterpi e le piante della flora marina dietro le casupole, e poi verso la recinzione dove il corpo si poteva vedere da vicino. Uno spettacolo terribile. Mi si agghiacciò il cuore. Piansi. Intanto i compagni intorno a me cominciavano a discutere sull’accaduto e a esprimere dubbi sulla prima versione data dai giornali radio che descrivevano il delitto come un qualsiasi delitto a sfondo omosessuale, in cui un ragazzetto avrebbe ucciso Pasolini durante un diverbio sorto durante un incontro mercenario. Tutti noi conoscevamo Pier Paolo e avevamo avuto occasione di vedere quanta energia e quanta forza sapeva esprimere pur essendo di piccola corporatura. Sapevamo anche delle sua capacità d’atleta nel calcio e nel karate, di cui era cintura nera. Come poteva essere stato massacrato in quel modo da una sola persona, per di più appena diciassettenne? E poi le numerose tracce di passi e di ruote di almeno due tre auto attorno al suo corpo… Era evidente che eravamo di fronte al delitto di un branco e già qualcuno avanzava l’ipotesi di un delitto commissionato dall’alto.

Mò basta! Manifestazione ad Ostia – 31 ottobre 2009

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Manifestazione Mò basta sabato 31 ottobre 2009, ore 16.00 Stazione Lido Nord ad Ostia

Comunicato stampa

E’ tempo di gridare “Mò Basta”

Mò basta! Manifestazione ad Ostia - 31 ottobre 2009A seguito della violenta e vigliacca aggressione, subita da un giovane giornalista ostiense alle prime ore del mattino di sabato 25 ottobre 2009, la libera Associazione di Cittadini denominata “Mò Basta” invita la cittadinanza tutta a partecipare alla manifestazione indetta per il giorno sabato 31 ottobre 2009. Il corteo partirà dalla stazione Lido-Nord della ferrovia Roma-Lido alle ore 16.00 per giungere a P.zza Anco Marzio intorno alle 18.00 dove, in seguito, si svolgeranno le attività e gli interventi dei cittadini e delle Associazioni che prenderanno parte all’evento.
La manifestazione ha il preciso intento di affrontare il tema della dilagante discriminazione sociale e culturale che in questi ultimi mesi ha inspirato e motivato una lunga e preoccupante serie di aggressioni inqualificabilmente vili e violente perpetuate ai danni di indifesi cittadini da parte di gruppi di persone appartenenti alle aree di estrema destra o pseudo fasciste.
E’ giunto il momento che le forze sane ed oneste di questa città manifestino pacificamente il loro completo dissenso nei confronti di questi atteggiamenti insani e violenti che nulla hanno a che vedere con la politica e con i sani principi di una convivenza democratica; a tal fine l’associazione “MO’ BASTA” vi invita a partecipare numerosi.

SABATO 31 OTTOBRE 2009 è tempo di gridare “Mò Basta”.
Lido di Ostia, Stazione Lido Nord – partenza ore 16.00

Hanno già confermato la loro partecipazione all’evento: Associazione Arcigay, Associazione Culturale Affabulazione, Affabulazione Comitato Fondatore, Associazione Culturale “Severiana”, Associazione “Efo & Awa” Onlus, Associazione San Cristiano, Circolo di Cultura omosessuale “Mario Mieli”, Circolo Verdi di Ostia, Comitato “Amici della Madonnetta”, Comitato Civico Entroterra 13, Comitato Civico e per l’Ambiente, Comitato Studentesco, Italia dei Valori, Modus operandi, Partito Democratico, Rifondazione Comunista

23 ottobre 2009 – Sciopero della scuola – Comunicato stampa dei CIP

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I CIP ADERISCONO ALLO SCIOPERO DELLA SCUOLA DEL 23 OTTOBRE

I CIP aderiscono allo sciopero del 23 Ottobre contro le iniziative del ministro Gelmini e la politica scolastica del governo in materia di istruzione e precariato.

I Ministri Gelmini e Tremonti, attraverso tagli feroci ed indiscriminati, passeranno sicuramente alla storia per aver smantellato la scuola pubblica dalle fondamenta riducendo tempo scuola, classi, offerta formativa esclusivamente per mere operazioni di cassa. Con un governo incapace di far quadrare i conti dello Stato attraverso riforme strutturali di lungo respiro, la scuola pubblica è diventata il luogo dove prelevare risorse attraverso la decurtazione di mezzi e tagli, mettendo in atto così il paradosso di disinvestire e sottrarre il futuro alla nazione stessa. Nel merito i CIP si oppongono alla riforma delle scuole superiori che altro non è se non un ennesimo piano di tagli spacciato per riordino e razionalizzazione degli indirizzi. Una riforma che si presenta priva di qualsiasi attendibilità pedagogica e scientifica e che, com’è oramai tipico di questo governo, sopprime ciò che è buono e fecondo (come alcune valide sperimentazioni) per lasciare intatti indirizzi e curricula bisognosi di un’ efficace rivisitazione.

I CIP, in materia di precariato, ribadiscono la loro opposizione ai contratti di disponibilità che, come già ampiamente denunciato fin dall’inizio, si stanno rivelando un rimedio peggiore del male, una misura iniqua e penalizzante per l’intera categoria che, dopo anni di precariato, invece di raggiungere la stabilizzazione lavorativa, viene espulsa e lasciata a casa in cambio di un’indennità di disoccupazione che già gli spettava di diritto. Il Decreto 134/09, e la sua conversione in legge, si sta rivelando l’ennesima ghigliottina per il precariato, poiché elimina anche le residue speranze di ricorrere ai tribunali del lavoro per denunciare l’abuso di contratti a termine da parte della Pubblica Istruzione, abuso già rilevato e condannato dalla Corte di Giustizia europea.

Infine i CIP, nell’aderire a questo sciopero, non possono non prendere atto dell’ennesima divisione del fronte sindacale che continua a manifestare per le stesse ragioni in giorni e con modalità diverse. Riteniamo invece che mai come in questo momento l’opposizione al piano di dismissione della scuola pubblica ha bisogno di superare le divisioni strumentali e surrettizie per ritrovare unità d’intenti: la posta in gioco è il futuro della democrazia e della libertà nella scuola italiana.

Roma, 20 ottobre 2009 C.I.P.- Comitato Insegnanti Precari

Associazione riconosciuta dal Miur con Nota Ministeriale prot. n. 31653 del 30/09/1998
CIP_Associazione Nazionale – via Achille Mauri, 28 – 00135 Roma – tel 06 30683053 – 339 8477138 – 3381996449 – 3293962516



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