Il no al “NO B day” del 5 dicembre deciso dal neo segretario PD Bersani che dichiara oltretutto:…noi parteciperemo alle manifestazioni organizzate dal nostro partito…”, mi sembra un errore politico grave che tra l’altro ripete antichi errori del PCI e delle sue successive trasformazioni, ma anche di Rifondazione Comunista fino alla sua atomizzazione.
Mi ricorda l’errore del PCI che non seppe interpretare la forza propositiva dei movimenti degli anni settanta rifiutando appunto di partecipare alle loro iniziative. È questa un’antica forma di separatezza aristocratica della politica che vive tutt’oggi, mentre un partito d’opposizione e di sinistra dovrebbe partecipare e fondersi con i movimenti e, camminando insieme aprirsi al dialogo e all’ascolto per ricollegare la propria azione politica con la realtà e i bisogni del popolo.
Mentre Bersani prende le distanze, Di Pietro commette l’altro grave errore di annettersi la paternità di un’iniziativa che invece parte dalla rete.
I politici devono imparare che i movimenti non si ignorano né si annettono.
E’ tempo di aderire, partecipare, ascoltare per essere ascoltati.

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