Cari amici,
vorrei segnalare a chi per caso la notizia fosse sfuggita che a Roma sono riprese le straordinarie “lezioni di storia“, che tanto entusiasmo hanno suscitato anche in passato. In un paese in cui la cultura conta meno di niente e dove i governi di destra e di sinistra fanno a gara a chi taglia di più le risorse a scuola e ricerca nel silenzio pressoché totale degli addetti ai lavori (eccezion fatta per i poveri ricercatori precari e per l’ottima Levi Montalcini), alcuni attempati baroni dell’accademia nostrana trionfano come pop-stars, raccontando a un pubblico in visibilio la storia della Città eterna allo scopo di pubblicizzare dei volumi di una nota casa editrice: una storia ridotta a fenomeno da baraccone, buona per il pubblico delle telenovelas e per i veltroni di turno. Alcuni di essi, dopo aver allegramente contribuito a distruggere la “Sapienza”, se ne son scappati in nuovi e migliori lidi (come i famosi topolini della nave…), altri hanno fatto carte false per piazzare in tutte le facoltà della Puglia i componenti della loro grande famiglia, altri ancora gestiscono con metodi mafiosi appalti e contratti con Comuni e Soprintendenze di tutta Italia. Costoro si guardano bene dal denunciare il disastro dell’istituzione universitaria italiana, del quale sono stati peraltro fra i maggiori protagonisti. La nave affonda, ma tanto sono sulle loro comode scialuppe di salvataggio e possono tranquillamente ascoltare l’orchestra: anzi, come è evidente, alcuni di loro contribuiscono addirittura allo spettacolo.
Saluti dal ponte. E buone “lezioni di storia“.
Marco Di Branco

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