1 ottobre 2009

L’attualità politica di Walter Benjamin – seminario

sd13

Ringraziamo Paolo Ferrero per aver messo a disposizione della rete la registrazione audio del seminario su Walter Benjamin tenutosi il 30 settembre 2009 presso la Facoltà di Teologia Valdese a Roma, in via Pietro Cossa 40. Interventi e relazioni di Paolo Ferrero, Mario Tronti, Massimiliano Tomba e Paolo Virno.

Benjamin scrive le Tesi sul concetto di storia nell’attimo di un pericolo, «che minaccia tanto l’esistenza stessa della tradizione quanto i suoi destinatari». Il contesto storico è la vittoria del nazionalsocialismo e lo spaesamento delle classi operaie europee all’indomani del patto di non-aggressione firmato da Molotov e Ribbentrop nel 1939. Ma il pericolo al quale Benjamin fa riferimento è ancora più profondo, perché minaccia anche i morti, la loro memoria. Di esso, afferma Benjamin, è corresponsabile anche il conformismo della socialdemocrazia, che ha corrotto i lavoratori tedeschi persuadendoli ad accettare sacrifici in nome del progresso e dello sviluppo tecnico. Il gesto indicato da Benjamin nelle sue Tesi è quello di pensare ad un altro concetto di storia, alternativo rispetto all’idea del progresso e capace di farsi carico della memoria di tutti quelli che, in passato, hanno lottato per porre fine alla catastrofe capitalistica. Salvare la loro memoria non significa musealizzare il passato aggiungendo nuove giornate del ricordo, ma attivare la rammemorazione in quanto lotta per una storia diversa in nome delle generazioni vinte. L’attimo del pericolo che suscitò queste riflessioni benjaminiane è di nuovo l’attimo del presente. E lo sarà ancora, fintanto che lo stato di eccezione continua ad essere la regola. Il pericolo è nuovamente la liquidazione del passato delle lotte degli oppressi in un presente astorico.



C’è un quadro di Klee che s’intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è cosi forte che egli non può più chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta“.W. Benjamin, Angelus novus, Einaudi, 1962, pp. 76-77

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