23 maggio 2008

La trasparenza abbatte la spesa? Proviamo.

gianlucaposcente

Si fa un gran parlare dell’abolizione dell’ICi sulla prima casa. Come non essere d’accordo sul fatto che la casa è un bene essenziale, che molti acquistano caricandosi mutui che oggi arrivano a 40 anni e la cui rata spesso vale uno stipendio. Come non essere d’accordo sul fatto che la casa è un bene troppo tassato? Se una famiglia cresce e occorre cambiare casa vendendo la propria e acquistandone un’altra, solo il cambio della casa costa una valanga di soldi in tasse.

Queste tasse però coprono la spesa pubblica e soprattutto il pagamento del secondo debito pubblico al mondo. Questo debito impedisce spesso di liberare risorse per scuole, ospedali ed altri servizi in quanto tanti soldi delle tasse vanno a pagare gli interessi su questo debito enorme. Da decenni si parla di ridurre la spesa e nello stesso tempo sono quotidiane le denuncie di sprechi e corruzioni che rendono questa spesa scarsamente efficace nei confronti dei cittadini specie quelli più onesti.

Io credo che la trasparenza darebbe una mano importante a contenere corruzione e sprechi. 

Io torno a parlare di una mia idea che in molti paesi è realtà:

un SISTEMA DI PORTALI DELLA TRASPARENZA che pubblicizzi on line le spese delle pubbliche istituzioni.
Tutti i cittadini hanno diritto di conoscere quanto si spende, per che cosa, verso chi. Il denaro pubblico deve essere speso pubblicamente. Provate oggi a fare ricerche in merito e vi accorgerete che la pubblicità degli atti è ancora una chimera..
Questo è un sistema che avrebbe un effetto virtuoso sui meccanismi di spesa pubblica perchè renderebbe facile la necessaria opera di controllo e verifica da parte di cittadini e giornalisti liberi.
Sono disponibile anche a stendere un progetto di legge nel merito che qualche parlamentare interessato può diffondere, far firmare (anche in modo bipartisan) e approvare.
Ho pensato di farne un progetto di legge di iniziativa popolare, ma non intendo contribuire ad accatastare carta straccia nelle cantine del parlamento.
Ho l’esperienza di due leggi di iniziativa popolare finite in carta straccia: una famosa legge scuola 0-6 che la moglie di Fassino ci fece fare per garantire il diritto alla scuola materna a tutti i bambini e che poi si scordò quando eravamo al governo, l’altra quella di Grillo sull’ineleggibilità dei condannati.
Quindi, o trovo un parlamentare interessato oppure resta un’idea applicata altrove ma non qui nella parte estrema del nord africa…

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