Si fa un gran parlare dell’abolizione dell’ICi sulla prima casa. Come non essere d’accordo sul fatto che la casa è un bene essenziale, che molti acquistano caricandosi mutui che oggi arrivano a 40 anni e la cui rata spesso vale uno stipendio. Come non essere d’accordo sul fatto che la casa è un bene troppo tassato? Se una famiglia cresce e occorre cambiare casa vendendo la propria e acquistandone un’altra, solo il cambio della casa costa una valanga di soldi in tasse.
Queste tasse però coprono la spesa pubblica e soprattutto il pagamento del secondo debito pubblico al mondo. Questo debito impedisce spesso di liberare risorse per scuole, ospedali ed altri servizi in quanto tanti soldi delle tasse vanno a pagare gli interessi su questo debito enorme. Da decenni si parla di ridurre la spesa e nello stesso tempo sono quotidiane le denuncie di sprechi e corruzioni che rendono questa spesa scarsamente efficace nei confronti dei cittadini specie quelli più onesti.
Io credo che la trasparenza darebbe una mano importante a contenere corruzione e sprechi.
Io torno a parlare di una mia idea che in molti paesi è realtà:
un SISTEMA DI PORTALI DELLA TRASPARENZA che pubblicizzi on line le spese delle pubbliche istituzioni.
Tutti i cittadini hanno diritto di conoscere quanto si spende, per che cosa, verso chi. Il denaro pubblico deve essere speso pubblicamente. Provate oggi a fare ricerche in merito e vi accorgerete che la pubblicità degli atti è ancora una chimera..
Questo è un sistema che avrebbe un effetto virtuoso sui meccanismi di spesa pubblica perchè renderebbe facile la necessaria opera di controllo e verifica da parte di cittadini e giornalisti liberi.
Sono disponibile anche a stendere un progetto di legge nel merito che qualche parlamentare interessato può diffondere, far firmare (anche in modo bipartisan) e approvare.
Ho pensato di farne un progetto di legge di iniziativa popolare, ma non intendo contribuire ad accatastare carta straccia nelle cantine del parlamento.
Ho l’esperienza di due leggi di iniziativa popolare finite in carta straccia: una famosa legge scuola 0-6 che la moglie di Fassino ci fece fare per garantire il diritto alla scuola materna a tutti i bambini e che poi si scordò quando eravamo al governo, l’altra quella di Grillo sull’ineleggibilità dei condannati.
Quindi, o trovo un parlamentare interessato oppure resta un’idea applicata altrove ma non qui nella parte estrema del nord africa…
Ci vediamo per ragionare sul futuro di sinistra democratica e della sinistra in Italia, per individuare le questioni sulle quali muoverci insieme ai cittadini che sentono il bisogno di una forte sinistra che sappia ricostruire una nuova forza politica capace di incidere sulla realtà.
A dopo.
COSA SONO I TIROCINI FORMATIVI
Un’esperienza formativa di tempo limitato (la durata massima può variare dai 4 ai 24 mesi), da svolgersi presso strutture sia pubbliche che private, rivolta a soggetti che hanno assolto l’obbligo scolastico, finalizzata a favorire l’incontro tra giovani e mondo del lavoro e ad acquisire esperienza diretta sul campo. Si ricorda che la natura giuridica dello stage è atipica, in quanto esso ha solo fini formativi. Quindi non si instaura nessun tipo di rapporto di lavoro, nè dipendente nè autonomo.
Il tirocinio è un rapporto triangolare tra :
- il tirocinante,
- l’ente promotore;
- l’azienda ospitante sia pubblica che privata.
In pratica il disoccupato va a lavorare in azienda per un certo periodo di tempo in cui teoricamente dovrebbe apprendere una professione. Il suo lavoro viene retribuito con denaro pubblico. L’impresa quindi non ha sostanzialmente costi del lavoro, il lavoro gli viene pagato gratis dallo stato.
A Ostia ci sono tirocini formativi che vengono svolti anche in stabilimenti balneari che notoriamente sono tra le attività più redditizie della città.
Tra le tante cose che accadono in questi casi può accadere che una persona venga mandata a fare questo tirocinio e lavori al bar a servire ai tavoli (una professione di quelle difficili da apprendere…) , che lavori per 6 ore al giorno 6 giorni a settimana per 400 Euro al mese pagate dallo stato, può accadere che il titolare dell’impresa chieda al lavoratore, visto l’inizio della stagione estiva , di lavorare 12 ore, “perchè serve che resti qui“. Può accadere che il lavoratore si rivolga alla struttura pubblica che dovrebbe tutelarlo e si senta rispondere ” dai, così impari a lavorare bene”. Può accadere che questo lavoratore abbia 35 anni e sia all’ennesima storia di sfruttamento legalizzato. Questa è l’Italia del 2008.
Le borse lavoro, i training formativi, che in altri paesi civili funzionano come strumento di inserimento e “training on the job” nel nostro territorio e in in molte parti del paese, specie quelle più arretrate come Ostia, diventano mezzo di sfruttamento del lavoro. Imprese private come gli stabilimenti balneari, che già usufruiscono di canoni demaniali irrisori a fronte di prezzi esorbitanti per i servizi, addirittura beneficiano di denaro pubblico per pagare questi lavoratori. Con paghe (400 euro) da fame.
Avevamo già provato a evidenziare con Giammarco al Municipio “di sinistra” questi paradossi, legati in quel caso alle borse lavoro, come al solito avendo la sensazione di parlare a un muro di gomma.
Credo che occorra farci dare dalla Provincia di Roma un elenco dei training formativi che ci sono a Ostia e andarci a fare un giretto a vedere come lo Stato finanzia le imprese mettendo a carico di noi contribuenti il costo dei lavoratori. Secondo lo slogan che va tanto di moda tra i troppi finti imprenditori in questo paese alla deriva: debiti pubblici, profitti privati.
Documentiamo quello che accade, denunciamolo sui giornali, mettiamolo su youtube, sui siti . E vediamo cosa succede…
Oggi vi aspettiamo dalle 18,00 in poi a Via Orazio dello Sbirro per il presidio di chiusura della campagna elettorale della Sinistra arcobaleno.
Votiamo e facciamo votare la nuova formazione della nuova sinistra italiana che può difendere i valori migliori di giustizia, libertà, difesa dell’ambiente, dei diritti civili, della laicità delle istituzioni, dei diritti sociali e della speranza concreta di un’Italia più giusta e più libera.
Cena a sottoscrizione “Sinistra L’Arcobaleno”Il giorno 4 aprile p.v.alle ore 20,00 presso il centro sociale in Via Luigi Pernier nella Zona Longarina, si terrà una cena a sottoscrizione
organizzata dalla Sinistra L’Arcobaleno del XIII Municipio. Parteciperà Carlo Leoni Vice Presidente della Camera dei Deputati.
Si tratta di un ainiziativa importante sia per l’opportunità di incontrarci e organizzare l’ultima settimana di campagna elettorale e la presenza ai seggi, sia per finanziare la nostra attività politica. Vi invito a comunicare la vostra presenza entro mercoledì 2 aprile.
Appuntamento per la campagna elettorale oggi 25 marzo ore 17.00 davanti all’ufficio postale di Via Amedeo Bocchi ad Acilia.
Il blog credo sia un luogo importante per discutere i problemi del territorio su cui intendiamo mobilitarci come Sinistra Arcobaleno, il nuovo soggetto politico che stiamo iniziando a costruire e che deve diventare il luogo dove la sinistra italiana si rinnoverà reinventando forme luoghi e tempi della politica non dimenticando i valori di uguaglianza, solidarietà, libertà e giustizia che ne hanno contraddistinto la storia e la tradizione.
Le questioni dell’ambiente e della sua difesa, dei servizi al cittadino a partire da quelli essenziali, sanità e scuola.
Una politica che sappia essere trasparente nelle sue decisioni e partecipata, democratica, responsabile.
Per una città che riesca a crescere e a porsi al livello delle grandi capitali europee dalle quali ancora siamo lontani per molti versi.
Di questo e di altro intendiamo parlare in questi giorni di campagna elettorale. Per questo vi invito a scrivere commenti, a proporre momenti di incontro e riflessione comune, on line ma anche nei quartieri, per poter costruire insieme quella nuova grande formazione politica di cui la sinistra arcobaleno in qualche modo è un momento fondante.
Durante questo primo scorcio di campagna elettorale (davvero impegnativa) due sono le opinioni che prevalgono maggiormente nel popolo della sinistra:
1) l’influenza dell’appello al “voto utile” e la paura del ritorno al Governo del Paese della destra, porta molti cittadini notoriamente di sinistra a dire non possiamo non votare per il PD e per Veltroni;
2) un’altra parte invece esprime la sua contentezza per la coerenza di chi, venendo da un percorso politico caratterizzato da scelte di sinistra, ha aderito alla Sinistra l’Arcobaleno ed esprime la sua adesione al progetto che sembra andare nella giusta direzione di unificazione e, vota La Sinistra l’Arcobaleno.
Ovviamente privilegio la seconda opzione, ma credo che le persone che aderiranno alla prima meritano il nostro rispetto e la nostra attenzione. Ben presto (speriamo prima del 13 e 14 arpile 2008) si accorgeranno che per portare avanti valori, principi, idee e progetti di sinistra dovranno ricredersi e noi dobbiamo essere pronti ad accoglierli… i compagni torneranno a noi…

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