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7 Settembre 2010

SCUOLA: PIATTAFORMA DEL PRESIDIO DI MONTECITORIO

elena

Precari-manifestazione
foto di Flavia Fasano

UN PAESE NON ESCE DALLA CRISI
SE NON INVESTE NELL’ISTRUZIONE E NELLA FORMAZIONE

I PRECARI DELLA SCUOLA IN PRESIDIO A MONTECITORIO CHIEDONO:

* L’istituzione di un piano programmatico di investimenti nell’istruzione pubblica statale.

* Il ritiro dell’articolo 64 della legge 133/08 e di tutti i decreti attuativi ad essa correlati (riforma della scuola primaria e secondaria).

* L’assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori precari sui posti vacanti e disponibili secondo l’organico precedente ai tagli e l’istituzione di un piano finalizzato alla progressiva immissione in ruolo di tutti i lavoratori precari della scuola.

* Il ritiro di qualsiasi progetto di privatizzazione, aziendalizzazione e regionalizzazione della scuola pubblica statale.

* Il ritiro del blocco del rinnovo del contratto e degli scatti di anzianità per il personale della scuola e il mantenimento dell’età pensionabile delle donne a 60 anni.

MERCOLEDÌ 8 SETTEMBRE,
GIORNO DI RIAPERTURA DEI LAVORI PARLAMENTARI,
GRANDE PRESIDIO DI PROTESTA E ASSEMBLEA
ALLE 17.00, A PIAZZA MONTECITORIO.

Il Coordinamento Precari Scuola di Roma invita tutti a intervenire, per creare un fronte di lotta unitario e ampio che raccolga tutti coloro che hanno a cuore la scuola pubblica statale, dagli studenti, ai genitori, all’intera società civile.

Partecipiamo numerosi, facciamo sentire la nostra voce!

Il Coordinamento Precari Scuola di Roma

IL PRESIDIO DI MONTECITORIO IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA

elena

Scuola volantino

ASSEMBLEA CITTADINA del
COORDINAMENTO PERMANENTE DELLE SCUOLE DI ROMA
MARTEDI’ 7 SETTEMBRE ORE 17.00
PIAZZA DI MONTECITORIO

Il presidio di piazza Montecitorio in difesa della scuola pubblica, nato in sostegno dei colleghi in sciopero della fame, rivolge un appello a tutti i Collegi dei docenti ad aderire alle iniziative di mobilitazione in atto in questi giorni.
La gravità della situazione in cui versa la scuola pubblica per effetto dei tagli e di tutti i provvedimenti contro-riformistici adottati da questo governo rende ormai necessaria la partecipazione attiva di tutte le componenti scolastiche alla lotta in difesa della scuola pubblica. Per questo il presidio intende proporsi come luogo di aggregazione e confronto al fine di costruire iniziative congiunte e condivise.
Inoltre in ogni scuola possono essere messe in atto forme di resistenza con l’adozione di delibere che prevedano:
- il rifiuto da parte dei docenti, nel rispetto dell’articolo 26 del CCNL, di spezzoni orari oltre le 18 ore;
- il rispetto della sospensiva del Tar del Lazio, confermata dal parere del CNPI, sulla riduzione dell’orario scolastico nelle classi intermedie degli istituti tecnici e professionali;
- l’utilizzazione nelle scuole elementari delle ore di compresenza per progetti e non per supplenze nel rispetto del CCNL;
- il rifiuto di accogliere nelle aule alunni divisi dalle altre classi in assenza del docente titolare, nel rispetto sia del diritto allo studio che delle norme di sicurezza;
- il rifiuto di sostituire docenti non nominati in tempo utile;
- la sospensione di tutte le attività aggiuntive.

IL PRESIDIO DI MONTECITORIO IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA

17 Marzo 2010

La scuola del successo formativo finisce con i tagli del ministro Gelmini

alessandra di rosa

Perché le compresenze? La scuola del successo formativo

La scuola primaria italiana, quella che a detta dei risultati OCSE è tra le migliori nel mondo, ha funzionato, fino all’entrata in vigore della Legge Gelmini, con le cosiddette ore di COMPRESENZA. Cosa sono le compresenze? Le compresenze sono ore in cui due insegnanti lavorano insieme sulla stessa classe. In una settimana ogni classe dispone in tutto di 4 ore di compresenza. Cosa se ne fanno i bambini di queste 4 ore di compresenza? Non è uno spreco tenere per ben 4 ore settimanali due insegnanti sulla stessa classe, quando ce ne può stare una soltanto? Ecco dove bisogna tagliare, hanno concluso i ministri Gelmini e Tremonti. Ma il mondo della scuola, insegnanti e genitori, ha rigettato questa logica e ha lottato per difendere la scuola delle COMPRESENZE. Perché? Perché in quelle quattro ore settimanali, le insegnanti hanno il tempo e la possibilità concreta di fare molte cose, non semplicemente utili, ma proprio indispensabili al successo formativo di tutti gli alunni. Proprio grazie alle compresenze infatti si possono formare gruppi di lavoro per:

Recuperare nelle aree di debolezza disciplinari (italiano, matematica, inglese, etc.)
Rispiegare gli argomenti fondamentali agli alunni che sono stati assenti.
Attuare interventi di rinforzo linguistico per gli alunni stranieri o per coloro che sono in difficoltà.
Utilizzare i software informatici per approfondire, integrare, ricercare.
Fornire insegnamenti individualizzati, calibrati sulle esigenze cognitive del singolo alunno.
Attivare modalità di insegnamento diverse dalla lezione frontale, come i laboratori.

Sono soltanto gli esempi di utilizzo delle compresenze più conosciuti, ma l’elenco potrebbe ancora allungarsi. Quello che è importante è capire che le compresenze sono una RISORSA  e non uno spreco. Attraverso le compresenze si dà a tutti la possibilità reale e concreta di usufruire di momenti di approfondimento e recupero. In una parola si dà a tutti la possibilità di RIUSCIRE, di avere successo nella formazione, perché la formazione  è indispensabile per crescere, è alla base del pensiero critico, del ragionamento, della libera espressione.

In una scuola autenticamente democratica si ha a cuore il successo formativo di tutti, ed è esattamente questo che noi intendiamo per DIRITTO ALLO STUDIO! Il diritto allo studio non può essere banalmente inteso come accesso all’istruzione. Non basta elargire un’istruzione minima, come vuole la Legge Gelmini, dove chi va bene a scuola va bene e chi è in difficoltà viene lasciato solo. Molto spesso sono proprio i bambini svantaggiati (a livello economico, culturale, sociale) ad avere bisogno di maggiori interventi, perché non ricevono stimoli e strumenti sufficienti nell’ambiente di provenienza. È soprattutto a costoro che va riconosciuto il diritto al successo formativo attraverso gli interventi di recupero. Se a scuola non va bene il figlio di un benestante, papà paga le ripetizioni. Ma se le difficoltà ce le hanno i figli di coloro che faticano ad arrivare alla fine del mese? La scuola delle compresenze rifiuta la scuola di classe, quella in cui solo i più abbienti vanno bene e hanno successo. La scuola delle compresenze è la scuola di un’autentica democrazia: quella in cui tutte e tutti hanno la possibilità vera di crescere e formarsi.

Alessandra Di Rosa

La precarietà nuoce gravemente alla salute dei lavoratori della scuola

alessandra di rosa

I precari della scuola, in questi anni, hanno permesso al sistema pubblico dell’istruzione di funzionare. I lavoratori precari sono docenti e collaboratori formati che hanno mandato avanti la vita delle scuole, tenuto le lezioni, sostenuto i ragazzi nei delicati processi di crescita

.

In un grande numero di casi, i precari della scuola non sono lavoratori impiegati per qualche breve supplenza. La maggior parte di loro ha lavorato in modo durevole, con contratti rinnovati di anno in anno, sui cosiddetti POSTI VACANTI: si tratta di cattedre vuote, prive cioè di personale titolare, ma pur sempre necessarie!
Il reclutamento di personale precario nella scuola non è dunque un fatto episodico, legato ad esigenze momentanee, ma un sistema strutturale di impiego del personale. Questo non solo è profondamente ingiusto verso i lavoratori precari, i quali pur prestando un servizio a tutti gli effetti necessario, sono privati di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, ma è anche estremamente dannoso per la scuola.
Un lavoratore che per via della propria precarietà è costretto a cambiare scuola ogni anno, potendosi recare solo nelle sedi in cui trova posto, non può garantire la continuità didattica agli alunni e ciò è fonte ogni anno di grande instabilità e confusione nelle scuole. Quanti bambini possono vantare di aver avuto per cinque anni le stesse insegnanti? Ebbene, sappiamo tutti che solo in pochi hanno avuto questa fortuna. Eppure non si dovrebbe trattare di una fortuna ma di una cosa NORMALE! Cos’è che impedisce allo Stato di assicurare agli alunni la continuità didattica indispensabile alla realizzazione del progetto educativo rivolto ai bambini?

La scelta dei vari governi di mantenere il personale della scuola nella precarietà non è certo dettata da principi pedagogici validi, bensì da logiche di calcolo e di spesa. Lo dimostra il licenziamento di massa dei precari della scuola da parte del governo Berlusconi, il quale ha potuto attuare uno scellerato piano di tagli estromettendo del personale cui, formalmente, non ha “semplicemente”  rinnovato il contratto.
Intanto lavoratori formati e preparati, che per anni hanno prestato il loro servizio nella scuola, oggi ne rimangono fuori e la nostra Istruzione è sempre più povera, priva di risorse umane, dequalificata, segnata dall’INSTABILITÀ e dalla PRECARIETÀ. Nelle nostre classi si stanno verificando le situazioni più abnormi e paradossali: insegnanti che cambiano continuamente, rotazione di tante figure diverse, suddivisione degli alunni nelle altre classi perché non si chiamano più i supplenti…Altro che maestro unico! Per tappare i buchi dei tagli effettuati dalla Legge Tremonti-Gelmini, le classi vengono coperte con sistemi patchwork di tante “ore-toppa” prestate da insegnanti diversi.
Se non reagiamo con determinazione, se cediamo sulla scuola, sull’educazione, sulla formazione dei nostri ragazzi, quello che consegneremo loro sarà un futuro esile, privo di una preparazione solida in grado di affrontare le complesse sfide della modernità. Senza una scuola di qualità costruiremo una società meno dinamica, meno attiva, meno partecipe, meno consapevole, meno critica. Una società meno democratica.

Alessandra Di Rosa

14 Marzo 2010

Alessandra Di Rosa

alessandra di rosa

Elezioni regionali 2010, una candidata del territorio per la Federazione della Sinistra del XIII Municipio: Alessandra Di Rosa

Alessandra Di Rosa

Mi chiamo Alessandra Di Rosa, ho 35 anni, sono un’insegnante. Sono candidata alle elezioni regionali per il Lazio con la lista FEDERAZIONE DELLA SINISTRA. Ho apprezzato l’attenzione che questa forza politica ha prestato al mondo della scuola e ai suoi problemi, resi sempre più gravi dai provvedimenti dei ministri Gelmini e Tremonti. Nella nostra lista sono presenti oltre a me, altri insegnanti, studenti e genitori, tutti in prima linea nelle proteste e nelle mobilitazioni messe in atto per ladifesa della scuola pubblica. In questi anni di lotta abbiamo costruito, in tutti i territori, coordinamenti di genitori, studenti, docenti e personale ATA, per dare visibilità al malessere della scuola e per trovare insieme delle risposte e degli strumenti di difesa comuni contro l’impoverimento del sistema dell’istruzione. La Costituzione ha affidato proprio alla scuola, il compito di realizzare quell’uguaglianza, quella promozione sociale e quell’emancipazione culturale indispensabili alla costruzione di una autentica e solida democrazia. Quando si attaccano l’istruzione e la formazione, depauperandole di risorse umane e finanziarie, si attenta alla democrazia, si rende più fragile il paese, si cancella il futuro delle giovani generazioni. C’è tantissimo da fare oggi per la scuola. Innanzitutto bisogna ottenere il ritiro dei tagli programmati dagli scellerati interventi del governo. Poi bisogna rilanciare il ruolo dell’istruzione, della ricerca e della cultura con veri investimenti, che rendano stabile il personale della scuola e che diano strutture e mezzi adeguati ad una formazione di qualità. Ma bisogna anche dare spazio all’arte, alla cultura, allo spettacolo: abbiamo bisogno di biblioteche, teatri, spazi per la musica e non di programmi televisivi squallidi che rendono passive le menti! LA REGIONE PUÒ  E DEVE FARE MOLTO! Innanzitutto deve evitare di erogare, come è avvenuto nella Lombardia di Formigoni, soldi alle scuola private! Chi sceglie scuole la cui retta annuale è tra i 10.000 e i 15.000 euro, non ha certo bisogno del buono-scuola di 1000 euro, caricato sulle tasse di tutti noi cittadini che invece dobbiamo vedere i nostri bambini e i nostri ragazzi frequentare una scuola pubblica sempre più dequalificata e fatiscente! La Regione deve invece sostenere, attraverso il FONDO REGIONALE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO le famiglie in situazione di difficoltà e indigenza affinché una formazione elevata, di qualità, sia davvero un diritto di tutti e non un privilegio per  benestanti.

LAVORIAMO INSIEME ALLA REGIONE PERCHÉ LA SCUOLA CONTI DI PIÙ!

IL 28 E IL 29 MARZO VOTA LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA
(CON EMMA BONINO Presidente)

E SCRIVI

DI ROSA ALESSANDRA

18 Febbraio 2010

ECOMAFIE

Daniele Errera

I GIOVANI DEMOCRATICI DI OSTIA LEVANTE, in collaborazione con l’ associazione culturale ”LA ZAGARA”, vi invitano per venerdì 26 febbraio 2010, dalle ore 18, al quarto incontro de ”Il Venerdì della Legalità”.

Stavolta tratteremo del tema ”ECOMAFIE”, tema di grande sensibilità visto l’importanza che diamo allo sviluppo dell’ ambiente come rilancio della nostra economia e visione del futuro; ambiente che viene puntualmente stuprato dalle mafie per logiche di interesse per il loro portafoglio.

Alla serata parteciperanno:
FRANCESCO FERRANTE, Senatore Pd
ANTONIO PERGOLIZZI, coordinatore dell’ Osservatorio Nazionale Legalità ed Ambiente di Legambiente

Introduce la serata DANIELE ERRERA, coordinatore dei Giovani Democratici di Ostia Levante;
Modera ANDREA VOLPE, Gd Ostia Levante

Conclusa la serata vi offriremo un aperitivo coi prodotti di LIBERA TERRA, terminati i quali, per chi volesse, proietteremo il docu/film sulle ecomafie ”BIUTIFUL CAUNTRI”.

Vi aspettiamo per questo quarto ncontro de ” IL VENERDì DELLA LEGALITA’

Per info: Daniele Errera: sito internet: www.gdostialevante.it . Tel circolo 0660656022. E-mail: gdostialevante@gmail.com.  Facebook: Giovani Democratici Ostia Levante (gruppo ed account). Twitter/Flirk: Giovani Democratici Ostia Levante

2 Febbraio 2010

Mafia & Politica: presentazione del libro ”Federalismo Criminale”

Daniele Errera

Giunge al TERZO INCONTRO il percorso de ” IL VENERDI’ DELLA LEGALITA’ ”.

Dopo aver trattato della ‘ndrangheta il 15 gennaio e poi il 29 dei beni confiscati, come al solito dopo due venerdì, trattiamo di un altro tema legato alla lotta alle criminalità organizzate: presentando il libro ”FEDERALISMO CRIMINALE”, venerdì 12 febbraio, parleremo di MAFIA & POLITICA , sempre organizzato da noi GIOVANI DEMOCRATICI DI OSTIA LEVANTE, sempre dalle 18, sempre in via Ammiraglio del Bono 41/43, presso il nostro circolo.

Gli ospiti della serata saranno:
NELLO TROCCHIA, autore del libro
GIOVANNI DI MARTINO, responsabile nazionale dei ”Comuni sciolti per mafia” di AVVISO PUBBLICO e Sindaco del Comune di Niscemi (CL)
EDOARDO LEVANTINI, componente dell’ Osservatorio Legalità e Sicurezza della Regione Lazio

Introduce l’incontro DANIELE ERRERA, coordinatore dei Giovani Democratici di Ostia Levante.
Modera LORENZO CADEDDU, responsaile università dei Gd di Ostia Levante.

Vi aspettiamo, quindi, per questo terzo incontro de ” IL VENERDI’ DELLA LEGALITA’

Per info: Daniele Errera, coord. Gd Ostia Levante. Tel: 0660656022, email: gdostialevante@gmail.com, facebook: Giovani Democratici Ostia Levante (account e gruppo), evento facebook: http://www.facebook.com/event.php?eid=324949858046&ref=mf#/event.php?eid=467634045450&ref=mf , Flirk e Twitter: Giovani Democratici Ostia Levante

La locandina di ” Mafia & Politica: presentazione del libro FEDRALISMO CRIMINALE ”

21 Ottobre 2009

23 ottobre 2009 - Sciopero della scuola - Comunicato stampa dei CIP

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I CIP ADERISCONO ALLO SCIOPERO DELLA SCUOLA DEL 23 OTTOBRE

I CIP aderiscono allo sciopero del 23 Ottobre contro le iniziative del ministro Gelmini e la politica scolastica del governo in materia di istruzione e precariato.

I Ministri Gelmini e Tremonti, attraverso tagli feroci ed indiscriminati, passeranno sicuramente alla storia per aver smantellato la scuola pubblica dalle fondamenta riducendo tempo scuola, classi, offerta formativa esclusivamente per mere operazioni di cassa. Con un governo incapace di far quadrare i conti dello Stato attraverso riforme strutturali di lungo respiro, la scuola pubblica è diventata il luogo dove prelevare risorse attraverso la decurtazione di mezzi e tagli, mettendo in atto così il paradosso di disinvestire e sottrarre il futuro alla nazione stessa. Nel merito i CIP si oppongono alla riforma delle scuole superiori che altro non è se non un ennesimo piano di tagli spacciato per riordino e razionalizzazione degli indirizzi. Una riforma che si presenta priva di qualsiasi attendibilità pedagogica e scientifica e che, com’è oramai tipico di questo governo, sopprime ciò che è buono e fecondo (come alcune valide sperimentazioni) per lasciare intatti indirizzi e curricula bisognosi di un’ efficace rivisitazione.

I CIP, in materia di precariato, ribadiscono la loro opposizione ai contratti di disponibilità che, come già ampiamente denunciato fin dall’inizio, si stanno rivelando un rimedio peggiore del male, una misura iniqua e penalizzante per l’intera categoria che, dopo anni di precariato, invece di raggiungere la stabilizzazione lavorativa, viene espulsa e lasciata a casa in cambio di un’indennità di disoccupazione che già gli spettava di diritto. Il Decreto 134/09, e la sua conversione in legge, si sta rivelando l’ennesima ghigliottina per il precariato, poiché elimina anche le residue speranze di ricorrere ai tribunali del lavoro per denunciare l’abuso di contratti a termine da parte della Pubblica Istruzione, abuso già rilevato e condannato dalla Corte di Giustizia europea.

Infine i CIP, nell’aderire a questo sciopero, non possono non prendere atto dell’ennesima divisione del fronte sindacale che continua a manifestare per le stesse ragioni in giorni e con modalità diverse. Riteniamo invece che mai come in questo momento l’opposizione al piano di dismissione della scuola pubblica ha bisogno di superare le divisioni strumentali e surrettizie per ritrovare unità d’intenti: la posta in gioco è il futuro della democrazia e della libertà nella scuola italiana.

Roma, 20 ottobre 2009 C.I.P.- Comitato Insegnanti Precari

Associazione riconosciuta dal Miur con Nota Ministeriale prot. n. 31653 del 30/09/1998
CIP_Associazione Nazionale - via Achille Mauri, 28 - 00135 Roma - tel 06 30683053 - 339 8477138 - 3381996449 - 3293962516

6 Ottobre 2009

3 ottobre 2009 Ministero della Pubblica Istruzione: la lezione di una precaria

sd13

La lezione di un’insegnate precaria davanti al Ministero della Pubblica Istruzione, 3 ottobre 2009. FNSI impara a fare informazione dalla parte migliore di questo paese - II puntata

5 Ottobre 2009

Piazza del Popolo, 3 ottobre 2009: FNSI impara a fare informazione da una precaria

sd13

Intervento di un’insegnante precaria alla manifestazione della FNSI a Piazza del Popolo il 3 ottobre 2009. Bravissima! Giornalisti imparate cosa vuol dire fare informazione!



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