18 febbraio 2010

ECOMAFIE

Daniele Errera

I GIOVANI DEMOCRATICI DI OSTIA LEVANTE, in collaborazione con l’ associazione culturale ”LA ZAGARA”, vi invitano per venerdì 26 febbraio 2010, dalle ore 18, al quarto incontro de ”Il Venerdì della Legalità”.

Stavolta tratteremo del tema ”ECOMAFIE”, tema di grande sensibilità visto l’importanza che diamo allo sviluppo dell’ ambiente come rilancio della nostra economia e visione del futuro; ambiente che viene puntualmente stuprato dalle mafie per logiche di interesse per il loro portafoglio.

Alla serata parteciperanno:
FRANCESCO FERRANTE, Senatore Pd
ANTONIO PERGOLIZZI, coordinatore dell’ Osservatorio Nazionale Legalità ed Ambiente di Legambiente

Introduce la serata DANIELE ERRERA, coordinatore dei Giovani Democratici di Ostia Levante;
Modera ANDREA VOLPE, Gd Ostia Levante

Conclusa la serata vi offriremo un aperitivo coi prodotti di LIBERA TERRA, terminati i quali, per chi volesse, proietteremo il docu/film sulle ecomafie ”BIUTIFUL CAUNTRI”.

Vi aspettiamo per questo quarto ncontro de ” IL VENERDì DELLA LEGALITA’

Per info: Daniele Errera: sito internet: www.gdostialevante.it . Tel circolo 0660656022. E-mail: gdostialevante@gmail.com.  Facebook: Giovani Democratici Ostia Levante (gruppo ed account). Twitter/Flirk: Giovani Democratici Ostia Levante

2 febbraio 2010

Mafia & Politica: presentazione del libro ”Federalismo Criminale”

Daniele Errera

Giunge al TERZO INCONTRO il percorso de ” IL VENERDI’ DELLA LEGALITA’ ”.

Dopo aver trattato della ‘ndrangheta il 15 gennaio e poi il 29 dei beni confiscati, come al solito dopo due venerdì, trattiamo di un altro tema legato alla lotta alle criminalità organizzate: presentando il libro ”FEDERALISMO CRIMINALE”, venerdì 12 febbraio, parleremo di MAFIA & POLITICA , sempre organizzato da noi GIOVANI DEMOCRATICI DI OSTIA LEVANTE, sempre dalle 18, sempre in via Ammiraglio del Bono 41/43, presso il nostro circolo.

Gli ospiti della serata saranno:
NELLO TROCCHIA, autore del libro
GIOVANNI DI MARTINO, responsabile nazionale dei ”Comuni sciolti per mafia” di AVVISO PUBBLICO e Sindaco del Comune di Niscemi (CL)
EDOARDO LEVANTINI, componente dell’ Osservatorio Legalità e Sicurezza della Regione Lazio

Introduce l’incontro DANIELE ERRERA, coordinatore dei Giovani Democratici di Ostia Levante.
Modera LORENZO CADEDDU, responsaile università dei Gd di Ostia Levante.

Vi aspettiamo, quindi, per questo terzo incontro de ” IL VENERDI’ DELLA LEGALITA’

Per info: Daniele Errera, coord. Gd Ostia Levante. Tel: 0660656022, email: gdostialevante@gmail.com, facebook: Giovani Democratici Ostia Levante (account e gruppo), evento facebook: http://www.facebook.com/event.php?eid=324949858046&ref=mf#/event.php?eid=467634045450&ref=mf , Flirk e Twitter: Giovani Democratici Ostia Levante

La locandina di ” Mafia & Politica: presentazione del libro FEDRALISMO CRIMINALE ”

2 novembre 2009

Pier Paolo Pasolini: Un profeta laico del nostro tempo

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Pier Paolo Pasolini: un profeta laico del nostro tempo, di Gianluca Cavino

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Catia Castagna e Galliano Mariani recitano l’Agamennone tradotto da Pier Paolo Pasolini, Centro Habitat Mediterraneo Lipu Ostia, 1° novembre 2009

Bisogna dire subito senza preamboli reverenziali o falso bigottismo che Pier Paolo Pasolini è sempre stato e rimane ancora oggi un emarginato.

Una figura eclettica e per certi versi istrionica, un’anima geniale che ha offerto al mondo, buttando in pasto al popolo ignorante, la sua arte senza alcuna sovrastruttura o caricatura.

Si è offerto nudo di fronte alla realtà che lo circondava e ha cercato di analizzare non solo il contesto storico nel quale viveva ma anche e soprattutto gli scenari futuri.

Uomo dalla rara onestà intellettuale si è inimicato tutti i poteri forti del suo mondo, dai governanti, alla Chiesa e persino quel partito Comunista al quale aveva riposto le sue speranze non senza critiche.

Un emarginato perché voleva rompere l’ordine costituito, voleva dare libera espressione all’arte, voleva dare il suo contributo nella lettura di un Italia alle prese con l’industrializzazione e la forte ripresa economica del dopoguerra.

Un emarginato perché non parlava mai per conto di qualcuno o di qualcosa, allergico a qualsiasi forma di potere sfuggiva dall’ermeneutica moralistica di quel tempo trovando dimora prima di tutto nei versi, nella prosa e nella poesia.

In una intervista rilasciata a La Stampa il 12 Luglio del 1968 Pasolini afferma una delle sue convinzioni più chiare che palesa non solo la sua gioia di vivere ma anche la sua emarginazione sociale: “Io sto benissimo nel mondo, lo trovo meraviglioso, mi sento attrezzato alla vita, come un gatto. E’ la società borghese che non mi piace. E’ la degenerazione della vita nel mondo. Hitler è stato il tipico prodotto della piccola borghesia. Anche Stalin è un prodotto piccolo borghese”.

Pasolini è prima di tutto un poeta civile, un uomo di lettere che ha però ribaltato la concezione classica dell’intellettuale tutto cervello, egli concepiva il suo essere lettarato come occasione per mettere in gioco non solo la sua mente ma anche il suo corpo, i suoi sentimenti e perché no la sua stessa anima.

Nelle sue opere si intravede in modo consistente un suo essere romantico, era un cantore della morte e della distruzione, era la voce degli ultimi della storia, di quelle vite emarginate come lui alle quali non era concesso di godere della ripresa economica del paese.

Era il poeta civile della tragedia e possiamo dire con enorme convinzione che potrebbe essere accostato a Dante e Petrarca.

Era un uomo a cui piaceva dare scandalo e l’ironia della sorte ha voluto che lui stesso desse una definizione dello scandalo a poche ore dal suo omicidio. Rilasciando una dichiarazione al secondo canale della televisione francese il 31 Ottobre del 1975 disse: “Io penso che dare scandalo sia un diritto, essere scandalizzati un piacere e chi rifiuta il piacere di essere scandalizzato un moralista”. Fu la sua morte ad aver destato scandalo più di ogni altra sua azione in vita.

Pensare Pasolini al di fuori di una realtà localizzata è impensabile. Egli cerca i modi in cui l’essere nel mondo degli uomini e l’ambiente si uniscono in un paesaggio composito, determinando transazioni sociali, tradizioni e linguaggi. Ed è appunto in questi luoghi naturali e culturali che assume forma e spessore il classico binomio identità – differenza. E’ la vita stessa per Pasolini ad essere plurale, un groviglio di tradizioni, paesaggi, luoghi e cultura che si unificano sempre in modo unico e dove è difficile, se non impossibile, scorgerne la sintesi.

Per questo rifiutava ogni pensiero totalizzante e oligarchico, per questo aveva compreso che il mondo che lo circondava spendeva le sue energie a creare maschere che nascondessero la genuinità e la verità a vantaggio di interessi di classe. Ed il suo sforzo che lo ha portato all’emarginazione è stato proprio quello di far cadere le maschere, l’ipocrisia. Rimarrà nella storia dei tempi una sua celebre frase che ritroviamo in Bestemmia: “Sei così ipocrita che come l’ipocrisia ti avrà ucciso, sarai all’inferno e ti crederai in paradiso”.

Un emarginato, un corsaro e un essere contraddittorio come lui stesso si definisce, riconoscendo i suoi limiti. Un uomo scomodo che proprio per questo e la sua brillante e prolifica produzione culturale ha subito 33 processi senza riportare condanna alcuna.

In Vie Nuove del 1964 Pasolini dice: “Il mio pessimismo mi spinge a vedere un futuro nero, intollerabile a uno sguardo umanistico, dominato da un neo imperialismo dalle forme in realtà imprevedibili”. Dieci anni dopo in un intervista che gli fece Enzo Biagi Pasolini si dichiarò senza speranza, ed ecco allora che il poeta civile diventa profeta, ossia colui che si fa carico della realtà storica.

Un profeta perché è un lettore del presente e coglie lo spessore degli eventi rapportandolo al futuro, laico perché senza pregiudizi. Un profeta laico che ci fa affermare quanto ancora sia attuale il suo pensiero e quanto vergognosa sia ancora la sua emarginazione anche nelle scuole.

Pasolini amava spesso dire che la morte non è nel non comunicare ma nel non essere più compresi, con questa frase ci lascia un testamento laico e umanistico che dovrebbe spingere tutti all’apertura all’altro, alla curiosità delle differenze e alla comprensione del diverso. Una lezione di vita che il nostro mondo e la nostra società italiana non hanno ancora imparato.

Pier Paolo Pasolini: 2 novembre 1975 all’idroscalo.

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Anniversario dell’assassinio di Pier Paolo Pasolini, idroscalo di Ostia,
2 novembre 1975

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Galliano Mariani recita l’Agamennone tradotto da Pier Paolo Pasolini, Centro Habitat Mediterraneo Lipu Ostia, 1° novembre 2009.

Da “Memorie del memoriale” di Giorgio Jorio

C’era il silenzio delle mattine dei giorni festivi in via dell’Idroscalo, ma ai margini delle baracche la terra parlava. Urlava anzi. Del massacro di gruppo, era il terreno a conservarne le tracce. Lo sterrato era un campo di battaglia. Orme di molte passi, un vero e proprio intrigo d’orme disordinate e i solchi profondi di ruote di più macchine in diverse direzioni, come se fossero state guidate da ciechi che non sapevano dove andare. Schiacciato sul terreno misto a sabbia e ancora bagnato dalla pioggia notturna, un corpo, un tormento di carne e sangue, dal volto sfigurato.

A scoprirlo fu Maria Teresa Lollobrigida, abitante dell’Idroscalo. Lo scoprì, alle sei e mezza del mattino, mentre andava verso la macchina del marito Alfredo per scaricare dei pacchi. Fu proprio lei a piantare il paletto e a deporre il barattolo con i fiori. Tra i primi ad accorrere sul luogo del massacro, i diffusori de l’Unità della vicina “Sezione Togliatti”. Preparavano il consueto lavoro dei giorni festivi per portare il giornale in quella che proprio Pasolini aveva chiamato «la periferia delle periferie»: le case Armellini intorno a ‘Piazza della vergogna’.

Un quartiere abitato dai baraccati dell’Idroscalo e dai moltissimi senza tetto venuti dalle decine di baraccopoli della città, richiamati dalla più grande azione diretta d’occupazione di case organizzata dai comunisti di Ostia Nuova. Tra gli attivisti della Sezione, impegnati nella diffusione, anche Giorgio Jorio, che soltanto pochi mesi prima, insieme a Roberto Zapelloni, Claudio Grottola, lo scultore Gizzi, e altri artisti, intellettuali e operai, aveva partecipato con il Poeta d’opposizione a una ricerca sociologica sul territorio per studiare, insieme, una risposta al degrado sociale e culturale di quel lembo di terra dimenticata dalle istituzioni.

Quando accorremmo sul posto, poco prima delle 7, la zona era stata già delimitata dal nastro di plastica dei carabinieri. L’area era insolitamente vasta. Oltre cento metri di raggio. Partiva da una sbilenca recinzione avanti alcune casupole di pescatori e si estendeva verso la via dell’Idroscalo oltre ogni apparente ragione. Mi è sembrato subito che si volesse tener lontana, molto lontana la gente che cominciava ad accorrere. Il corpo martoriato di Pier Paolo era lontanissimo e ancora scoperto. Grottola, che conosceva meglio i luoghi, ci guidò attraverso la fanga, gli sterpi e le piante della flora marina dietro le casupole, e poi verso la recinzione dove il corpo si poteva vedere da vicino. Uno spettacolo terribile. Mi si agghiacciò il cuore. Piansi. Intanto i compagni intorno a me cominciavano a discutere sull’accaduto e a esprimere dubbi sulla prima versione data dai giornali radio che descrivevano il delitto come un qualsiasi delitto a sfondo omosessuale, in cui un ragazzetto avrebbe ucciso Pasolini durante un diverbio sorto durante un incontro mercenario. Tutti noi conoscevamo Pier Paolo e avevamo avuto occasione di vedere quanta energia e quanta forza sapeva esprimere pur essendo di piccola corporatura. Sapevamo anche delle sua capacità d’atleta nel calcio e nel karate, di cui era cintura nera. Come poteva essere stato massacrato in quel modo da una sola persona, per di più appena diciassettenne? E poi le numerose tracce di passi e di ruote di almeno due tre auto attorno al suo corpo… Era evidente che eravamo di fronte al delitto di un branco e già qualcuno avanzava l’ipotesi di un delitto commissionato dall’alto.

30 settembre 2009

Ostia – Affabulazione: Centro socio-culturale polivalente – 18 anni di vita.

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Ringraziamo Giorgio Jorio di Affabulazione. Per tanti motivi, ma anche per aver scritto e mandato le righe che di seguito pubblichiamo e che ci aiutano a tenere in ordine la memoria.

AFFABULAZIONE – 18 anni di Vita

Nel mese di ottobre ripartiranno le tante attività del Centro socio-culturale polivalente Affabulazione, diventato negli anni uno dei punti di riferimento più vitali ed interessanti del XIII Municipio. La storia di questo luogo d’incontro, cultura e socialità ha origini lontane, nel 1981, quando un gruppo di cittadini della zona, riuniti in assemblea, affrontò il problema del gravissimo degrado di quei locali, originariamente destinati ad attività sociali e d’aggregazione e che invece erano diventati una vera e propria discarica di rifiuti e un luogo di squallide attività malavitose. Da quella riunione nacque l’idea di proporre al Comune un progetto di Centro polivalente per attività di cultura e di socialità da affidare alla Circoscrizione. Idea condivisa da tutti e messa subito in pratica con una straordinaria partecipazione popolare a una occupazione propositiva.

Fu costituito un Comitato per il Centro Polivalente, cui parteciparono tanti, tantissimi cittadini: il luogo fu ripulito e risanato, fu programmato un cartellone di spettacoli e di attività culturali, furono realizzate una grande mostra collettiva d’arti visive, una lettura di testi e poesie di Pasolini e organizzati dibattiti e tavole rotonde sul valore trainante della cultura. Il sindaco di Roma Petroselli fece immediatamente sua l’idea, avviando con miracolosa rapidità le pratiche di affidamento al comune dei locali e le gare d’appalto per le dovute opere di ristrutturazione, che giunsero a termine nel 1987. Seguirono numerosissime inaugurazioni, stranamente coincidenti con i vari periodi elettorali. Poi il Centro rimase inutilizzato e desolatamente vuoto. Nel 1988 vi furono “parcheggiati” oltre diecimila volumi della biblioteca di via delle Antille, inscatolati e minacciati dall’umidità e dalle sempre più abbondanti infiltrazioni d’acqua piovana. Nel 1989 Cesare Morra denunciò l’abbandono dei locali e dei libri e propose di trasformare una parte del Centro in biblioteca: il Consiglio Circoscrizionale deliberò lo stanziamento straordinario di svariate decine di milioni per l’acquisto di scaffalature, scrivanie, computer e schedari che furono acquistati e … lasciati ancora imballati nel Centro. I libri seguitarono, nel disinteresse generale, a essere danneggiati dalle acque pluvie, mentre le attrezzature suscitarono l’immediato interesse dei soliti ignoti, che in una sola notte, sfondata la porta d’ingresso, se ne impadronirono con un trasloco eccezionalmente rapido e completo, lasciando i libri gettati a terra nelle acque e nei liquami. Atti vandalici e continui furti minori devastarono e spogliarono il Centro, in una progressiva azione di distruzione che le Istituzioni, più volte sollecitate, non seppero, non vollero, non poterono fermare. Petizioni, denunce, campagne di sensibilizzazione rimasero inascoltate fino a che, in un’assemblea cittadina, un altro gruppo di cittadini, tra i quali molti avevano partecipato all’azione del 1981, costituì un nuovo comitato con l’idea di salvare il centro dalla completa distruzione e di presidiarlo quotidianamente, avviando nel contempo una serie di attività culturali e di spettacolo.

Erano le ore 19 del 24 ottobre 1992, quando, senza la necessità di incorrere nel reato di effrazione – perché il luogo non aveva più difese – quel gruppo di volonterosi entrò nel centro per scrivere una delle pagine più belle della storia del nostro territorio.
“Era un ottobre che faceva già presagire un inverno non proprio benevolo – racconta uno dei protagonisti di allora, tuttora uno degli animatori del Centro – Appena entrati fummo subito colpiti dal fetore dei liquami e dell’acqua stagnante. Al lume delle torce elettriche, lo spettacolo, forse per l’oscurità, era ancora più desolante di quanto immaginato. Il primo impulso fu quello di fuggire via e abbandonare, prima di intraprenderla, un’impresa disperata. Ci riunimmo nell’atrio per decidere. Fu lanciata la proposta di provvedere soltanto a una difesa “esterna”, tramite il ripristino delle chiusure dei locali con catene e lucchetti, e di seguitare a promuovere una serie di manifestazioni per costringere le istituzioni a salvare la struttura e riportarla alla sua originaria destinazione. Gettando uno sguardo a terra vidi una bellissima edizione de “La divina commedia” di Dante, ancora non danneggiata dai liquami: proposi di fare un piano di lavoro per salvare almeno quei libri. La proposta fu accettata e fu l’inizio di un percorso faticoso ed esaltante verso la realizzazione di quello che Giancarlo Poscente su un giornale locale dell’epoca definì un sogno metropolitano.”
Da quel lontano novembre 1992 ad Affabulazione di eventi, spettacoli, corsi e laboratori ne sono passati tanti. “Ma il salto di qualità. – ci tiene a sottolineare Giorgio Jorio, uno dei fondatori del Centro, – avvenne nel 1993 con la “spericolata e temeraria” (vista la condizione precaria del Centro e l’assoluta mancanza di fondi) organizzazione della grande rassegna di teatro musica e danza “OSTIA è Teatro”. Per quella rassegna le ristrutturazioni dei locali subirono una spinta propulsiva straordinaria con la partecipazione di decine di volontari che, in tre mesi di lavoro frenetico, risanarono il centro dandogli l’assetto, l’abitabilità e le caratteristiche attuali. Un momento veramente da favola, che ha segnato la storia di Affabulazione.”

Il 24 ottobre di quest’anno Affabulazione si avvia al suo 18° anno di attività. Basta entrare nei locali del Centro tra le 17 e le 20 (ma molti corsi vanno sino alle 22,30) dei giorni feriali per rendersi conto della vitalità di questo luogo di cultura e di socialità. È tutto un alternarsi di corsi, allievi che entrano e che escono dai laboratori, cittadini che si rivolgono agli sportelli, operatori intenti al lavoro.
Non a caso il centro si chiama Affabulazione, un chiaro riferimento a Pier Paolo Pasolini (“Affabulazione” è il titolo di un suo testo teatrale) le cui opere d’arte e di vita e il cui impegno furono sempre mirati alla ricerca, nelle diversità che sono ricchezza e non motivo di divisione, di quel senso comune e fraterno che dovrebbe essere il fine ultimo dell’umanità.
Attuare un tale progetto, in questi tempi di individualismi esasperati e assenza di valori, non è cosa da poco.

Giorgio Jorio

6 maggio 2009

Quei bravi ragazzi

andrea

Il titolo, purtroppo, non si riferisce al capolavoro di Martin Scorsese con protagonista l’indimenticabile trittico composto da Ray Liotta, Robert De Niro e Joe Pesci. Bensì alle esternazioni del senatore del Popolo delle libertà, Marcello Dell’Utri, condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, fondatore di Forza Italia, nella sua nuova veste di “storico” e di “uomo di cultura”. Un modo certamente originale di celebrare il 25 aprile il suo. In un’intervista rilasciata alla web-tv di Klaus Davi, citando ovviamente i fantomatici diari segreti di Mussolini (in tutto cinque agende che raccoglierebbero i pensieri del duce dal 1935 al 1939), della cui autenticità a dire il vero parecchi studiosi hanno dubitato, ci ha mostrato il vero volto della destra revisionista italiana.

Inevitabile, ahimè, citare le pillole di saggezza dispensate con estrema generosità dal suddetto personaggio. E così si scopre che il duce era un ”uomo straordinario, di grande cultura…una figura diversa da quella che ci è stata propinata dai vincitori (cioè dai nostri padri costituenti, ndr)…non era un buffone né un ignorante e tantomeno un sanguinario. Era un uomo buono, era solo una brava persona che ha fatto degli errori”. Ci manca poco che venisse definito un santo…I repubblichini vengono definiti come ”partigiani di destra”. La più audace e sfrontata delle comparazioni. Non l’unica, purtroppo. Né la prima. In linea con quel disegno di legge, che puntava ad equiparare aderenti alla Repubblica sociale italiana e resistenti, per il momento accantonato. Il senatore si è, a dire il vero, spinto anche oltre. Le tanto discusse, e drammaticamente tornate di moda, leggi razziali – secondo l’interpretazione autentica del pensiero mussoliniano – dovevano essere ”blande”. E l’alleanza con la Germania di Hitler? Colpa delle sanzioni che colpirono l’Italia a spingere questo uomo così virtuoso nelle braccia del nazismo.

Intervista, a dire il vero, passata piuttosto sotto tono. Offuscata, ovviamente, dalla vicenda di Veronica Lario. E non solo. Non bastano lo spazio (spesso minimo) dato dai giornali a queste scellerate dichiarazioni né le reazioni di politici del centrosinistra che fu e di storici. Comunque la maggioranza degli italiani rimane all’oscuro di queste affermazioni o non ne è interessata; nella peggiore delle ipotesi magari sono giudizi anche condivisi. Il vecchio adagio si stava meglio quando si stava peggio in fondo appartiene allo stesso ceppo ideale. Il problema della conservazione della memoria, in particolare del periodo che riguarda il fascismo e la lotta di liberazione, diventa sempre più allarmante; soprattutto, se prendiamo in considerazione il fatto che sono rimasti sempre meno testimoni di quelle vicende. Non è stata affatto lungimirante l’intera classe dirigente della sinistra a sottovalutare questo aspetto, aprendo, peraltro, pericolose brecce, a cominciare dal tormentone della memoria condivisa. Non c’è nulla da condividere. C’è chi stava dalla parte della ragione, della democrazia e della libertà; e chi da quella del torto, del nazismo e dell’oppressione. Disconoscere questa elementare distinzione è fare un torto agli uni e agli altri. E ora ne paghiamo le conseguenze. A cominciare dal fatto di dover anche leggere simili interventi. Forse non più spendibile presso il grande pubblico, Dell’Utri si ricicla come cultore di storia.

Non si può, ripeto, ignorare il problema. Spetta a noi, come genitori, donne e uomini che ancora credono in certi valori fondamentali, impegnarci per non far cadere nel dimenticatoio quei principi, quelle scelte e quei fatti che portarono alla nascita della nostra, per quanto fragile e incompiuta, democrazia. E’ un dovere nei confronti di chi ci circonda nella vita dei nostri giorni, in particolare verso i nostri figli. Per non dimenticare.

1 settembre 2008

IL NOSTRO INIZIO

Vera Marchetti

    

 L’8 giugno del 2007 la Sinistra Democrativa dava il suo avvio anche nel XIII Municipio, con un’assemblea al Sirenetta.

Ecco alcune foto per non dimenticare.

12 maggio 2008

ANTIFASCISMO E RESISTENZA:LA MEMORIA COME UN FILO CHE LEGA IL PASSATO AL PRESENTE E LO RIFLETTE NEL FUTURO

Rossella Duranti

Subito dopo il recente vile attentato fascista alla lapide di P.zza della Stazione Vecchia ad Ostia che, tra l’altro ricorda anche un Martire delle Fosse Ardeatine, e la manifestazione pubblica di condanna che ne è seguita, la mia memoria si è soffermata sia allo scorso 25 aprile, quando con il XIII Municipio e molti antifascisti abbiamo deposto corone a ricordo dei caduti per mano nazi-fascista appunto in P.zza della Stazione Vecchia ad Ostia, in P.zza Umberto I ad Ostia Antica ed in P.zza Capelvenere ad Acilia, dove è stata scoperta la nuova lapide dedicata al martire dell’eccidio delle Fosse Ardeatine e medaglia d’argento al valor militare Lido Duranti, sia alle celebrazioni organizzate dal XIII Municipio il 25 aprile del 2007. Ed allora, dal momento che ho il piacere e l’onore di venir invitata a tali cerimonie, nella mia ex veste di Consigliere circoscrizionale e Consigliere del Comune di Roma, oltre che appartenente alla famiglia Duranti, ho ritenuto opportuno riepilogare, anche mediante l’ausilio dell’invito e delle motivazioni della cerimonia del 25 aprile 2007, il tesoro inestimabile ed il valore immenso di memoria e di esempio, che rappresentano i tanti combattenti partigiani ed antifascisti del nostro territorio. Sono loro che costituiscono la nostra memoria antifascista ed i nostri valori di libertà, soprattutto oggi indispensabili per le giovani generazioni, che forse ben poco conoscono della storia del territorio in cui vivono. Memoria che equivale al filo che lega il passato al presente e lo riflette nel futuro, attraverso la quale viene costruita la radice, la storia di un gruppo umano: una scelta voluta di avvenimenti e uomini/donne da ricordare. Con la memoria costruiamo spazi e valori, ci appropriamo di uno spazio e lo riempiamo di significati, che sono leggibili e decifrabili per la collettività. Con questo augurio, riepilogo gli avvenimenti ed i nomi di quel 25 aprile 2007. Un abbraccio. 12 maggio 2008. Rossella Duranti. e-mail: rosselladuranti@libero.it

Municipio Roma XIII – il Presidente

COMUNICATO STAMPA – INVITO 25 APRILE 2007

“FESTA DELLA LIBERAZIONE”

Sessantaduesimo Anniversario della Liberazione

Il Municipio XIII ha stabilito di ricordare per la prima volta questo evento con la proiezione di un film, alla presenza del Presidente Paolo Orneli con le Scuole Medie Inferiori del nostro territorio e con la deposizione delle corone ai Monumenti dedicati ai Caduti , con il seguente programma:

Martedì 24 aprile dalle ore 10.00 alle ore 13.30 presso il Teatro del Lido in via delle Sirene 22 ad Ostia Proiezione del film di Nanny Loy ispirato al diario di Pino Levi Cavaglione - Consegna targhe in memoria di coloro che hanno contribuito alla lotta nazionale di Liberazione contro il fascismo e contro il nazismo. Saranno presenti: la giornalista Pupa Garribba (testimone della Shoah) Aldo Pavia dell’ A.N.E.D. ( Presidente dell’Associazione Nazionale Ex Deportati) I sigg. Edmondo Del Gobbo e Alberto Terracina(Testimoni Partigiani)

Mercoledi’ 25 aprile 2007 deposizione delle Corone presso i Monumenti ai Caduti del nostro territorio -
Ore 10.00 Deposizione corona presso la Stele ai Caduti, sita nel
giardino di Corso Regina Maria Pia – Ostia -
Ore 10.45 Deposizione corona presso la Stele ai Caduti, sita nel
giardino di P.zza Umberto I – Ostia Antica -
Ore 11.30 Deposizione corona presso la Stele ai Caduti, sita nel
giardino di P.zza dei Sicani – Acilia.
Presenti:
– Paolo Orneli - le Associazioni Militari del Territorio (Carabinieri – Alpini – A.N.P.I. – Guardia di Finanza – Aeronautica – Marina – Combattenti e Reduci – Polizia di Stato) Parroci e le Autorità Militari.
Il 25 aprile del 1945 il Comitato di Liberazione nazionale lanciava la parola d’ordine dell’insurrezione. Milano e le altre grandi città del Nord si liberavano dai tedeschi e dai nazisti mentre le truppe alleate risalivano l’Italia.

Il nostro Paese riconquistava

la Libertà e la Democrazia

Il 25 aprile 1945 vide le formazioni partigiane protagoniste della liberazione del nostro territorio italiano, ancora occupato dalle truppe nazi-fasciste, a coronamento di venti mesi di lotta segnata da grandi sacrifici, infiniti lutti, massacri di inaudita barbarie e dalla partecipazione corale del popolo Italiano alla Resistenza. Roma, li 18 aprile 2007

Municipio Roma XIII – il Presidente

CONSEGNA TARGHE IN MEMORIA DI :

NANDO ATZORI (Stella Rossa) – COMBATTENTE PARTIGIANO
RITIRA LA FAMIGLIA: la moglie signora Tosca Atzori

ENZO CASSONI nato a Roma il 02/02/1925 Certificato al Patriota.
Nel nome del Governo e dei popoli delle Nazioni Unite, ringraziano Enzo Cassoni di avere combattuto il nemico sui campi di battaglia, militando nei ranghi dei patrioti tra quegli uomini che hanno portato le armi per il trionfo della libertà, svolgendo operazioni offensive, compiendo atti di sabotaggio, fornendo informazioni militari
Firmato il Maresciallo W.R.Alexander Comandante Supremo Alleato delle Forze nel Mediterraneo Centrale.
N.B. Note Biografiche: Noto cartellonista pubblicitario (sono suoi i manifesti di alcune campagne quali “GELATI TOSERONI”, “ACQUA APPIA”, “SAMBUCA MOLINARI” che hanno fatto parte per anni del paesaggio urbano a Roma e in Italia) e cinematografico, realizzando numerosi manifesti e locandine di celebri films, diventando, con i suoi amici: Nicola Simbari, Averardo Ciriello, Rinaldo Geleng, Enrico de Seta ed altri, uno dei più richiesti ed apprezzati cartellonisti cinematografici italiani. Inoltre, illustra numerosi libri e testi scolastici.

NELLO DURANTI nato a Castelfranco di Sotto (Pisa) il 25/01/1923
RITIRA LA FAMIGLIA: figlia signora Rossella Duranti
- 3 giungo 1949 Commissione Laziale per il riconoscimento della qualifica di Partigiano e di Patriota: Dichiarazione di “PARTIGIANO COMBATTENTE – Brigate Garibaldi
- 4 febbraio 1985 il Ministero della Difesa. Il Presidente della Repubblica Sandro Pertini su proposta del Ministro della Difesa, concede un diploma d’onore al combattente per la libertà d’Italia 1943 – 45. Firmato Giovanni Spadolini
- 24 luglio 1991 il Ministero delle Difesa. Concessione CROCE AL VALOR MILITARE: “Quale Comandante GAP, si distingueva in numerose azioni di guerriglia e di sabotaggio. Catturato, dopo aspro combattimento dai tedeschi, con coraggio e sprezzo del pericolo riusciva ad evadere da Infernetto, ove era stato ristretto. Attivamente partecipava alla liberazione di Roma. Roma, 4 giugno 1944.”
- 9 settembre 1992 Comando Regione Militare Centrale Stato Maggiore. Il Signor Presidente della Repubblica ha conferito la CROCE AL VALORE MILITARE PER IL FATTO D’ARME “Roma, 4 giungo 1944”. Firmato il Capo Ufficio Ten.Col,f.(alp.) s.SM. Silvio Maccarelli.
N.B.: La prima Sezione del Partito Comunista Italiano venne aperta ad Acilia ad opera del padre Jacopo Duranti, che ne fu anche il primo segretario.
Il fratello LIDO DURANTI, Medaglia d’argento al Valor Militare e Martire delle Fosse Ardeatine, incarcerato e torturato nel famigerato carcere di Via Tasso, venne trucidato dalla ferocia nazifascista il 24 marzo 1944 nell’eccidio delle Fosse Ardeatine.
Due targhe, una del XIII Municipio ed una di R.C. ne ricordano la figura in P.zza Capelvenere ad Acilia.

ANDREA FANTACCI nato Vico Pisano il 24/04/1920
REGIO ESERCITO ITALIANO GRUPPO DI COMBATTIMENTO “LEGNANO” COMANDO.
Il Generale di Divisione Umberto Utili, nella sua qualità di Comandante del Gruppo di Combattimento “Legnano” e di antico Comandante del 1° Raggruppamento Motorizzato del Corpo di Liberazione: Visto il Regio Decreto 14 dicembre 1942 n. 1729 – Vista la circolare n. 84 G.M. 1945 determina: è concessa al Cap.le Fantacci Andrea nato a Vico Pisano il 42.04.1920 del Quartiere Generale la CROCE AL MERITO DI GUERRA. 1^ concessione 1.10.1945 Firmato il Generale comandante (Umberto Utili) N.B. Note biografiche come artista: Ha partecipato all’arredo del film che proietteremo “Un giorno da leoni” di Nanny Loy. Ha iniziato la sua carriera nel cinema nel 1937 a Torino e poi, dopo la guerra, agli stabilimenti Pisorno e successivamente a Roma, dove era diventato amico di Pietro Germi, Benvenuti, Pinelli., De Bernardi. Iniziò la sua attività di arredatore. Ha partecipato ad oltre 150 films, fra i quali molti di Fellini, che lo ha espressamente voluto con se, nonostante l’età oramai avanzata, nell’ultimo film al quale entrambi hanno partecipato: “La voce della Luna”.

RAUL FALCIONI – COMBATTENTE PARTIGIANO
- HA PARTECIPATO ANCHE ALL’ATTENTATO DI VIA RASELLA DURANTE LA LIBERAZIONE DI ROMA.

ELIO FARINA nato a Roma il 06/04/1924
N.B. La sezione A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) di Ostia è a suo nome.
RITIRA LA FAMIGLIA: la figlia signora Ivana Farina
- 25 aprile 1987: Cittadinanza Onoraria dal Comune di Borgo Tossignano (Bologna), per benemerito combattente nel Corpo Italiano di Liberazione del Gruppo di Combattimento “Folgore” che nel febbraio, marzo ed aprile 1945 operò vittoriosamente nel territorio comunale;
- 28 febbraio 1961: Marina Militare CROCE AL MERITO DI GUERRA 1^ concessione – G.L;
- 30.10.1962: Medaglia di partecipazione in guerra 1943 – 1944 1945;
- 30.10.1962: Conferimento a titolo onorifico – grado di SOTTOTENENTE;
- 26.01.1984: Diploma d’Onore attestante la qualifica di Combattente per la Libertà 1943-1945 al partigiano Elio Farina. Firmato il Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

FRANCESCO LA MANNA nato a Roma il 02/04/1927
- 13.04.1945: Comando Gruppo Combattimento “FRILI” DIPLOMA D’ONORE con medaglia a Francesco La Manna in riconoscimento della sua appartenenza al Gruppo durante la GUERRA DI LIBERAZIONE contro la Germania. Firmato il Generale Comandante Arturo Scattini
N.B. Note biografiche come Artista: Pittore romano, ora è un artista che fa sorridere i bimbi malati: il suo pennello sono le forbici. I colori rigorosamente brillanti, vengono dai cartoni della carta da impacco. E’ l’artista più esposto negli Ospedali: 230 suoi quadri tappezzano le pareti di dodici Ospedali e Reparti pediatrici di Roma. E’ quella del collage la sua arte: riesce a creare paesaggi montani, panorami, scudetti giallo/rossi. Amico del campione della squadra di calcio della Roma Roberto Totti, il quale gli ha comperato ben 75 quadri. Ha regalato 170 quadri agli Asili Nido della città di Roma. Ora vuole offrire al Municipio XIII 600 quadri da distribuire agli Asili Nido e Scuole Materne.

VENANZO PENNA nato Serravalle del Chianti (Macerata) il 08/02/1920
- ESERCITO ITALIANO Stato di Servizio tipo B – distretto di leva Macerata
Ha fatto parte dal 22.09.1943 al 15.07.1944 della formazione partigiana “Battaglione Fazzini – Brigata Spartaco in Macerata, assumendo la qualifica di Vice Commissario di Brigata (Tenente limitatamente al periodo 22.04.1943 / 30.06.1944) 21.06.1951 Firmato Cap. Giocondo Magnapane

PEVERINI BRUNO nato a Ostra (Ancona) il 06/09/1927
COMBATTENTE PARTIGIANO
RITIRA il signor MARUCCI GIUSEPPE dell’A.N.P.I. sez. di Ostia
Per le attività svolte (come da biografia) con azioni in prima persona, ha ricevuto il Riconoscimento di Patriota dalla Commissione Regione Marche.

RICCI RINALDO nato a Roma il 25/08/1923
- 18 dicembre 2006: Ministero della Difesa – E’ concesso al Partigiano Rinaldo Ricci RICONOSCIUTO “PARTIGIANO COMBATTENTE” il diploma d’onore di “Combattente per la Libertà d’Italia 1943 – 1945 “. Firmato il Direttore Generale (Generale di Corpo d’Armata Rocco Panunzi)
- 3 settembre 1973: Esercito Italiano-il Comandante del Distretto Militare di Roma determina: è concessa al Partigiano Ricci Rinaldo la CROCE AL MERITO DI GUERRA 1^ concessione, in seguito ad attività partigiana.

GINO ROMANIN nato a Padova il 18/03/1921
RITIRA LA FAMIGLIA: moglie sig.ra SBRIZZON NINA
ESERCITO ITALIANO – Regione Militare Nord Est – il Comandante Militare Territoriale di Padova determina:è concessa al S. Tenente f. cpl ROMANIN Gino la CROCE AL MERITO DI GUERRA 2^ concessione, in seguito ad attività partigiana. 26 aprile 1960 Firmato il Generale Comandante Lodovico Donati.

GIULIO SPAZIANI nato a Frosinone il 15/03/1913
RITIRA LA FAMIGLIA: il figlio dott. Silvano SPAZIANI
PARTITO COMUNISTA ITALIANO – XX ANNUALE DELLA LIBERAZIONE Riconoscimento contributo alla lotta nazionale di liberazione contro il fascismo e il nazismo, nella riaffermazione degli ideali per i quali, aspirando ad un’ Italia profondamente rinnovata, impugnò le armi assieme a tutti gli altri combattenti antifascisti e alla parte migliore del nostro popolo, nel ricordo dei gloriosi caduti della Resistenza e delle vittorie conseguite, nel riaffermato impegno di dare all’Italia, sulla strada tracciata dalla Costituzione, un avvenire di pace, di giustizia, di libertà. 25 aprile 1965 Il Segretario Generale del P.C.I. Luigi Longo. (in qualità di Comandante delle Brigate Garibaldi).

MICHELE VIGILANTE nato a Avellino il 22/09/1923
- Croce al Merito di Guerra relativa al II ciclo
- Croce al Merito di Guerra relativa al III ciclo
- Medaglia di partecipazione in guerra 1940 – 1943
- Medaglia di partecipazione in guerra fronte libico
- Medaglia di volontariato di guerra
- Medaglia di partecipazione alla Guerra di Liberazione
- Medaglia di Volontariato della Libertà
- Distintivo di I grado (bronzo) per navigazIone in guerra
- Diploma d’onore di Volontariato delle Libertà
- Croce di Cavaliere al Merito della Repubblica
- Croce di Benemerenza di Servizio 1^ concessione (argento)
- Croce di Benemerenza di Servizio 2^ concessione (oro).

RICORDIAMO QUI CON TANTO AFFETTO LA PARTIGIANA COMBATTENTE

TERSILLA FENOGLIO

NOME DI BATTAGLIA “TROTTOLINA”, NATA AD ALBA (CUNEO) PIEMONTE, VISSUTA A CASAL BERNOCCHI, OVE SVOLGEVA LA PROFESSIONE DI INSEGNANTE ELEMENTARE CON PASSIONE ED INTELLIGENZA

IL PARTIGIANO COMBATTENTE

GALILEO MANCINELLI

DI ORIGINE MARCHIGIANA E VISSUTO AD ACILIA IN VIA MONTI DI S.PAOLO, GRANDE ESPERIENZA DI VITA E GRANDE CUORE E TANTI ALTRI ANCORA CHE RAPPRESENTANO, CON I COMBATTENTI GIA’ DETTI, UN VALORE IMMENSO DI MEMORIA E DI ESEMPIO PER IL NOSTRO TERRITORIO.

9 maggio 2008

Un ricordo della nostra campagna elettorale ad ostia

Vera Marchetti



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