21 settembre 2009

Manifestazione nazionale 3 ottobre a Roma – Comunicato ufficiale

sd13

Comunicato ufficiale CPS manifestazione nazionale 3 Ottobre

TUTTI ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DELLA SCUOLA!

In questi giorni abbiamo tutti davanti agli occhi gli effetti devastanti del piano di tagli, messo in atto dal ministro Gelmini: 57.000 posti in meno soltanto per l’anno 2009-10, che arriveranno a più di 150.000 entro i prossimi due anni.

Come vengono realizzati principalmente questi tagli?

o Introduzione del Maestro Unico ed eliminazione delle compresenze e del modulo.

o Aumento del numero degli alunni per classe, che spesso giungono ad essere più di 30.

o Obbligo del completamento a 18 ore di lezione e conseguente eliminazione delle ore a disposizione. L’assegnazione delle classi non viene più fatta in base a criteri di coerenza disciplinare, ma con l’unico obiettivo di riempire il monte ore settimanale del docente.

o Aumento dell’orario di lavoro per il personale docente (straordinari imposti, con cattedre che a volte giungono a 24 ore, spesso accettate per incrementare uno stipendio tra i più bassi d’Europa!)

o Riduzione dell’orario di alcune materie (per esempio, due ore in meno di italiano alle medie, trasformata in una non meglio specificata ora di “approfondimento”).

o Tagli agli organici del personale ATA e di sostegno!

E’ evidente che questo piano, privo di qualsiasi giustificazione pedagogica, è determinato da scelte di bilancio, da una concezione servile e strumentale dell’istruzione e da una deliberata volontà di smantellamento della scuola pubblica e democratica in Italia. Esso quindi danneggia la nostra dignità professionale, la qualità dell’offerta formativa e compromette seriamente due fondamentali principi della Costituzione italiana: il diritto al lavoro (art. 1) e il diritto di ciascun cittadino ad un’istruzione pubblica di qualità (artt. 9, 33, 34).

Il governo pretende di tamponare questa situazione con i contratti di disponibilità, denominati ipocritamente “salvaprecari”! Si tratta in realtà di un semplice contentino che mortifica la nostra professionalità, declassandoci a docenti di serie B, disponibili a qualsiasi tipo di chiamata e mansione, frammentati al nostro interno. I contratti di disponibilità pertanto spaccano la categoria docente e rappresentano un primo tentativo di regionalizzare il rapporto di lavoro nella scuola. E’ bene ricordare che di fronte a questa politica di tagli alla scuola pubblica si incrementa il finanziamento dello stato alla scuola privata.

Tutto questo denuncia la totale assenza di un’idea di scuola come fondamentate ed irrinunciabile luogo di costruzione della democrazia, della cittadinanza, dell’integrazione, dell’inclusione sociale e culturale.

PER OPPORCI A QUESTO PROGETTO DEVASTANTE

IL COORDINAMENTO DEI PRECARI DELLA SCUOLA C.P.S. INDICE UNA

MANIFESTAZIONE A ROMA IL 3 OTTOBRE, ALLE ORE 15,00.

CHIEDIAMO:

1- DIMISSIONI IMMEDIATE DEL MINISTRO GELMINI.

2- IL RITIRO DEI TAGLI ALLA SCUOLA PUBBLICA PREVISTI DALLE LEGGE 133 E DI TUTTI I PROVVEDIMENTI CON CUI SONO STATI ATTUATI.

3- RITIRO DELLA LEGGE 169/08 (MAESTRO UNICO)

4- IMMISSIONE IN RUOLO DEI PRECARI SU TUTTI I POSTI VACANTI.

5- ABOLIZIONE DEL TETTO MASSIMO DI UN INSEGNATE OGNI 2 ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI (L.244/07)

6- RITIRO DEL PDL APREA.

7- CORSI ABILITANTI PER I DOCENTI NON ABILITATI IN SERVIZIO.

COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA (C.P.S.)

FORUM COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA
BLOG COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA
GRUPPO FACEBOOK COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA
MAIL COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA

IL COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA (C.P.S.) E’ COSTITUITO DA:

Associazione Docenti Precari Non Abilitati: Grazia Bovio grhazi@virgilio.it
CIPNA: Domenico Aprile domenico.aprile@libero.it
Comitato Precari Ancona e Fabriano: Luca Costantini luca.cost@alice.it
Comitato Precari Cagliari: Gisa Dessì comitatoprecaricagliari@gmail.com
Coordinamento Precari Cosenza: Roberto Gabriele Mele roberto.gabriele.mel@alice.it
Comitato Precari Liguri: Paolo Fasce paolo@fasce.it
Comitato Precari Roma: Giovanna Mazzullo giomazzullo@gmail.com
Comitato Precari Scuola Ravenna: Edmondo Febbrari eddiefebbrari@hotmail.com
Coordinamento Lavoratori della scuola 3 ottobre Milano: coordinamento3ottobre@gmail.com
Coordinamento Molisano lavoratori precari della Scuola: precariscuola.molise@gmail.com
Coordinamento Precari Napoli: Antonella Vaccaro precarinapoli@libero.it
Coordinamento Precari Scuola Ancona: Tiziana D’Amico tiziana1979@gmail.com
Coordinamento Precari Scuola Arezzo: Francesca Lorenzoni francescalorenzoni@yahoo.it
Coordinamento Precari Scuola Ascoli Piceno: Guido Ianni guido.janni@libero.it
Coordinamento Precari Scuola Avellino: Luigi D’Onofrio ldonofri@alice.it
Coordinamento Precari Scuola Bologna: Sandra Sannia precariscuola.bologna@gmail.com
Coordinamento Precari Scuola Catania: Antonio Giuseppe Condorelli agcondorelli@yahoo.it
Coordinamento Precari Scuola Friuli Venezia Giulia: Alessandro Sfrecola coord_istruzione@yahoo.it
Coordinamento Precari Scuola Frosinone: Francesca Bucciarelli bucciarellifrancesca@libero.it
Coordinamento Precari Scuola Macerata: Paola Luciani coordinamento_mc@yahoo.it
Coordinamento Precari Scuola Padova: Silvia Pirovano sil13@fastwebnet.it
Coordinamento Precari Scuola Sassari: Caterina Puggioni poverascuola@yahoo.it
Coordinamento Precari Scuola Siracusa: Fabiola Carbonaro aloibaff@alice.it
Coordinamento Precari Scuola Torino: Elisabetta Primavera eprimavera@alice.it
Coordinamento Scuola Mantova: Ilenia Argento i.condorcet@hotmail.it
Forum Precari Scuola sez. Palermo: Maria Pia Labita labita0@gmail.com
Movimento Insegnanti Da Abilitare: Ida Gasparretti abilitazione_precari@yahoo.it
Movimento Insegnanti Precari Roma: movimentoinsegnantiprecari@gmail.com
Rete Docenti Precari Bari: Antonino Buonamico amicanto@yahoo.it
Rete Docenti Precari Marche: Melanie Segal melaniesegal@libero.it
Rete dei precari della scuola di Pisa: Daniele Ippolito precariscuola.pisa@gmail.com
Rete Organizzata Docenti e ATA Precari del Veneto: Manuel Cecchinato manuel.posadas@libero.it
Rete precari scuola Agrigento: Emma Giannì reteprecariscuolaag@libero.it
Rete Precari Livorno: Marco Marmeggi stil1@hotmail.com
Rete Precari Terni: Daniela Ricci da.ricci@tiscali.it

20 settembre 2009

Comunicato stampa Coordinamento Precari Scuola – Manifestazione 3 ottobre 2009

sd13

Il Coordinamento Precari Scuola smentisce la notizia secondo la quale lo spostamento della manifestazione del 3 ottobre è stato concordato con il Coordinamento stesso. Precisa che ha appreso la notizia di tale spostamento soltanto dagli organi di stampa e, in riferimento al comunicato della FNSI (che afferma che lo spostamento al 3 ottobre è stato concordato con tutte le organizzazioni aderenti), il Coordinamento Precari Scuola precisa di non essere stato interpellato. Poiché la data scelta dalla FNSI coincide con quella della manifestazione già indetta dal precariato della scuola, il Coordinamento ha incontrato la FNSI per chiedere di individuare una soluzione che consentisse di evitare la sovrapposizione di due iniziative così importanti.
Tuttavia la FNSI ha deciso di mantenere la data del 3 ottobre rendendo così difficoltosa l’organizzazione e la riuscita di una iniziativa volta alla difesa del lavoro e di una scuola di qualità.
Malgrado ciò il Coordinamento sta cercando soluzioni in grado di consentire il buon esito di due mobilitazioni che investono aspetti fondamentali della società civile.

Il Coordinamento Precari Scuola

Lezioni di storia

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Cari amici,

vorrei segnalare a chi per caso la notizia fosse sfuggita che a Roma sono riprese le straordinarie “lezioni di storia“, che tanto entusiasmo hanno suscitato anche in passato. In un paese in cui la cultura conta meno di niente e dove i governi di destra e di sinistra fanno a gara a chi taglia di più le risorse a scuola e ricerca nel silenzio pressoché totale degli addetti ai lavori (eccezion fatta per i poveri ricercatori precari e per l’ottima Levi Montalcini), alcuni attempati baroni dell’accademia nostrana trionfano come pop-stars, raccontando a un pubblico in visibilio la storia della Città eterna allo scopo di pubblicizzare dei volumi di una nota casa editrice: una storia ridotta a fenomeno da baraccone, buona per il pubblico delle telenovelas e per i veltroni di turno. Alcuni di essi, dopo aver allegramente contribuito a distruggere la “Sapienza”, se ne son scappati in nuovi e migliori lidi (come i famosi topolini della nave…), altri hanno fatto carte false per piazzare in tutte le facoltà della Puglia i componenti della loro grande famiglia, altri ancora gestiscono con metodi mafiosi appalti e contratti con Comuni e Soprintendenze di tutta Italia. Costoro si guardano bene dal denunciare il disastro dell’istituzione universitaria italiana, del quale sono stati peraltro fra i maggiori protagonisti. La nave affonda, ma tanto sono sulle loro comode scialuppe di salvataggio e possono tranquillamente ascoltare l’orchestra: anzi, come è evidente, alcuni di loro contribuiscono addirittura allo spettacolo.
Saluti dal ponte. E buone “lezioni di storia“.

Marco Di Branco

18 settembre 2009

Se questa è libertà di stampa

sd13

Secondo Karl Marx la libertà di riunione e di stampa nella repubblica democratica borghese è una menzogna e un’ipocrisia, perché è di fatto la libertà per i ricchi di comprare e corrompere la stampa, la libertà per i ricchi di intossicare il popolo con le menzogne dei giornali borghesi.La frase di Marx sintetizza alla perfezione la situazione della stampa italiana, e non solo per il ruolo predominante esercitatovi da Silvio Berlusconi. Se infatti è vero che il piduista presidente del consiglio controlla il TG1, il TG2, Studio Aperto, il TG4 e il Tg5, è altrettanto innegabile che il figlio raccomandato di un piduista dirige il TG3. La libertà di informazione e di espressione in questo paese è morta da un pezzo, uccisa da oligarchie trasversali, sindacati venduti e pennivendoli prezzolati, lottizzati e raccomandati dal potente di turno. Svegliarsi solo ora e dare la colpa di tutto a Berlusconi è comodo. E ridicolo.

La manifestazione sulla libertà di stampa indetta dalla FNSI si concentrava appunto su una sola faccia della medaglia, quella berlusconiana, fingendo di ignorare lo stato pietoso dell’informazione sedicente democratica. Andare in piazza il 19 settembre avrebbe dunque significato di fatto difendere bravi giornalisti come Iacona, Santoro e Gabanelli, ma anche professionisti della faziosità e della disinformazione quali De Bortoli, Boffo, Mauro, Floris, Mannoni, Sansonetti e Di Bella.

Ma poi gli oligarchici “embedded” della FNSI ci hanno sollevato da ogni imbarazzo. Dopo aver sempre vergognosamente taciuto sulle innumerevoli stragi compiute dalla NATO in Afghanistan, si sono infatti codinamente allineati alla retorica fascista e militarista imperante, rinviando la manifestazione a causa della morte di alcuni soldati italiani in seguito a un attacco della resistenza afghana. D’altra parte, la controprova della profonda corruzione umana, politica e morale della sedicente stampa democratica è stata data proprio dalla trasmissione di Floris, assurta nei giorni scorsi a simbolo della libertà di informazione.
Chi infatti ha assistito alla prima puntata del nuovo Ballarò ha potuto seguire un dibattito infarcito dei più vieti luoghi comuni sulle criminali missioni “di pace” americane, in cui non è stata detta nemmeno una parola sulle stragi di civili perpetrate dagli assassini della NATO e non è stato fornito uno straccio di informazione degna di questo nome sulle reali motivazioni economiche e strategiche della guerra.
Se questo è giornalismo, Vespa e Feltri sono da premio Pulitzer.

Saluti comunisti,

Marco Di Branco

17 settembre 2009

Un caso imprenditoriale: Eutelia-Agile, come far sparire la più grande azienda IT italiana

@LaSinistra

[youtube ppziswFEQfc&hl=it&fs=1&]

Da un gruppo di lavoratori AGILE ex Olivetti-Bull in lotta per il lavoro e per i loro diritti

In questi giorni di inizio settembre 2009, grazie all’incapacità gestionale, ai metodi imprenditoriali da finanza “allegra”, ai bilanci oggetto di inchieste giudiziarie delle varie proprietà, i lavoratori ex Olivetti e Bull, che sono un patrimonio di conoscenze, di professionalità, di competenze uniche per il comparto IT e l’informatica italiana, entrano in stato di Agitazione per la vertenza in atto con l’attuale proprietà Agile-Omega, e con EUTELIA da cui ha acquisito le attività e gli asset del Comparto IT (servizi tecnologici di Informatica e Reti), a partire dallo scorso maggio 2009.

La situazione attuale del gruppo Agile-OMEGA è di totale immobilismo, sul piano industriale, sui contratti attuali per Istituzioni Locali e Nazionali come il Comune di Roma e la Camera dei Deputati, sulla gestione delle retribuzioni ai dipendenti che ormai non arrivano da due mesi. I lavoratori e le lavoratrici del Gruppo sono esasperati e allo stremo, da mesi ricevono comunicazioni ufficiali dall’Azienda su stipendi, spettanze, rimborsi spese, che si rivelano non veritieri e utili solo all’Azienda per prendere tempo. In molti casi oltre agli stipendi, i lavoratori attendono rimborsi per spese sostenute in attività lavorative per importi da 500 a 900 Euro da mesi.

Questo documento vuole essere un dossier degli eventi, per scongiurare il progressivo disfacimento dell’unica grande realtà produttiva dei Servizi IT e Informatici ancora in vita in Italia, attualmente gestita da Agile Srl-OMEGA che comprende al suo interno oltre 2000 operatori di servizi informatici, ai massimi livelli di esperienze e conoscenze per grandi enti, Locali e Nazionali, grandi compagnie di servizi italiane, Istituzioni Locali e Nazionali per le quali ancora oggi operano, in condizioni difficilissime.

Link utili
Agile Workers
Lavorare in Agile servizi – gruppo Omega
Coordinamento Sindacale Nazionale Agile srl
MetropoLiS
La Repubblica sulla manifestazione a Roma del 17 settembre

13 settembre 2009

Scuola. Il futuro rubato di Marina Boscaino

@LaSinistra

Articolo tratto da l’AnteFatto

“Non rubateci il futuro” è il nome del coordinamento degli istituti che lo scorso anno ha animato nella capitale la protesta contro la scuola del trio Tremonti-Brunetta-Gelmini. A quell’epoca sarebbe ancora stato possibile interpretare quella frase come una sollecita esortazione a ritornare sui propri passi rispetto ad una serie di (allora) progetti di affossamento della scuola pubblica italiana. Oggi possiamo ben dire che il futuro ce lo hanno rubato.

Si tratta di una affermazione che non ammette replica. Ce lo hanno rubato nella maniera più brutale e volgare, non solo perché quei progetti sono diventati quasi tutti realtà: con le (contro)riforme di tutti i segmenti dell’istruzione; con il taglio di risorse economiche e culturali, conseguenze di una Finanziaria che già dall’ estate 2008 si annunciava come una scure ai danni dell’istruzione; con la privatizzazione della scuola, prevista nel progetto di legge Aprea; con i provvedimenti dell’acchiappafannulloni Brunetta. Ce lo hanno rubato perché il tutto è avvenuto in un clima di indifferenza generale, in cui – se non fosse per le sacrosante proteste dei precari, che ancora vengono seguite da TV e giornali, fino a che i riflettori dei media decideranno che il fenomeno è decantato e non fa più audience e si appassioneranno ad altre vicende – non un editorialista, non un politico ha ritenuto di dover dedicare un momento di riflessione, ad esempio, al fatto che i regolamenti delle scuole superiori prevedono il taglio del 10% dell’orario. Avete capito bene: il 10%. E’ un’enormità. Si tratta di un colpo alla cultura, alla democrazia, alla emancipazione – che si concretizzerà a partire dal prossimo anno scolastico – e che non significa solo taglio di cattedre (e, di conseguenza, allontanamento dal lavoro di donne e uomini, i famosi precari, appunto, che hanno contribuito in maniera significativa a far crescere la scuola italiana); ma anche taglio di sapere, di conoscenza, di esperienza culturalmente determinata e determinante per i nostri ragazzi. Significa andare a condizionare pesantemente la possibilità che gli studenti italiani alimentino le proprie capacità critico-analitiche. Significa – tra le tante altre cose – concretizzare un’idea di scuola e di cittadinanza che non prevede – che non deve prevedere – l’affinamento e il potenziamento di quelle capacità.

Un evento simile in un Paese realmente democratico e che avesse davvero le parole della nostra Costituzione impresse in modo indelebile nel proprio Dna avrebbe scatenato le reazioni più vibranti. Invece silenzio. Silenzio anche di una buona parte della società e della scuola stessa, che in molti provvedimenti del suddetto trio hanno trovato pane per la propria necessità di certezze, in un periodo di drammatica incertezza: maestro unico, voto numerico, 5 in condotta. Per poter credere che quelli sono i problemi, che quella è la realtà. È rassicurante, perché qualcuno sta lavorando, ha lavorato per risolverli. Creando però intanto una scuola incapace di licenziare cittadini che rivendichino l’esigibilità dei propri diritti e che bevano acriticamente ciò che viene (ironicamente?) chiamata “l’informazione”.

Gli altri, quelli che non ci stanno, quelli che non ci starebbero, sono soli. Orfani di qualsiasi rappresentanza politica, considerando il fatto che la scuola pubblica non costituisce più una priorità nell’agenda di nessuno. Privi di riferimenti, pieni di rabbia, di indignazione, si agitano come vespe sotto un bicchiere, confinati lì in parte dalla schiacciante maggioranza che chi ci governa ha in Parlamento; in parte dal balbettio isolato e imbarazzato di pochi rappresentanti dell’ “opposizione”, impacciati portavoce di una compagine che non ha da tempo un programma convincente sulla scuola pubblica. E che anzi da alcune parti plaude compostamente a certi provvedimenti governativi.

Il futuro ce lo hanno rubato, dunque. Lo hanno rubato al Paese. Lo hanno rubato ai bambini e ai ragazzi che si trovano in una scuola povera, demotivata, sempre più inadeguata a fornire risposte alla complessità e alla diversità del fuori; lo hanno rubato a coloro che oggi nelle piazze rivendicano – purtroppo inutilmente – la propria dimensione professionale e i diritti ad essa conseguenti; lo hanno rubato alle donne e agli uomini di “buona volontà”, che in un questo tempo ingrato e privo di passioni che non siano pulsioni effimere trovano ancora la forza e la voglia di esigere il bene della collettività. Le responsabilità è da ricercare in un generale disinvestimento – prima che economico, culturale – sulla scuola pubblica, anche quello davvero bipartsan. Che ciascuno ha gestito alla sua maniera, partendo dalla propria storia e dalle proprie convinzioni. Ma che è confluito ovunque in un neoliberismo sfrenato, che immobilizzerà in maniera definitiva le differenze di classe. A pagare, come sempre, saranno i “meno”: i meno vecchi; i meno fortunati. Ma, prima di tutto, i meno abbienti: coloro che paradossalmente più degli altri vedevano in una scuola pubblica laica, pluralista, di qualità, la propria principale speranza per il futuro. A loro il futuro è stato scippato violentemente.

9 luglio 2009

Pensieri per le vacanze

Alessandro Colombi

In attesa dell’Assemblea Nazionale di Sinistrà e Libertà prevista per il 12 settembre qualche concreto punto programmatico da proporre a fondamento, secondo me, dell’edificio della nuova sinistra nel momento attuale:

* Sostegno alla CGIL ed alla sua opera di salvaguardia di una onesta dinamica di rappresentanza del lavoro e contrattuale contro la trasformazione dei sindacati in meri erogatori di servizi di assistenza e cogestori di denaro con le imprese.

* Nuovo modello di sviluppo, ripensamento dello strumento del PIL come assoluto indicatore di benessere e progresso realmente umano e ambientale.

* Rifiuto del nucleare perchè ecologicamente insostenibile e senza futuro (di Uranio alla attuale velocità di consumo c’è n’è si e nò per altri 40 anni e poi?) investimenti adeguati in energie rinnovabili che se sostenute dalle moderne tecnologie diventano anche economicamente invitanti.

*Pace per un disarmo graduale e globale e per il rilancio e la migliore organizzazione e sinergia di tutte le strutture di cooperazione e assistenza umanitaria nazionali e internazionale, Onu, Unicef, Ong.

*Solidarietà, per una società accogliente, non dominata dalla paura del diverso. Con regole chiare per tutti, chi nuoce alla società deve essere messo in condizione di non farlo più e possibilmente di essere recuperato.

*Laicità dello stato (e lo dico da credente) che sia garanzia di libera espressione per tutti i credenti di tutte le fedi e per ogni visione culturale e filosofica.
Pensare che nell’opinione pubblica ci possano essere ampi spazi di dibattito pubblico su tutti i temi, compresi quelli “eticamente sensibili”, senza muri “contro” ma con la possibilità per ogni singolo o gruppo di partecipare e contribuire con la propria visione, i propri valori e le proprie idee.
Poi lo stato deve cercare di fare mediazione e legiferare dove assolutamente necessario con la più larga condivisione possibile. Il di più deve farlo la coscienza di ciascuno.

Certo, molti di questi obiettivi non sono affatto semplici, però cominciare a chiederci se siamo almeno d’accordo a porli a base di una nuova possibile avventura politica credo sia utile. Poi si ragionerà di quali altri soggetti politici vi si possano, almeno in parte, riconoscere ed allora si parlerà di alleanze per un nuovo centrosinistra, unica via credo per scalzare la destra prima o poi dal governo.

8 giugno 2009

Gheddafi a Roma il 10 giugno: manifestazione nazionale contro i respingimenti

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Come un uomo sulla terra

[youtube j1Z86oFrGLI&hl=de&fs=1&]

L’osservatorio sulle vittime dell’immigrazione

FORTRESS EUROPE

presenta

IO NON RESPINGO

 Il 10 giugno manifestazione nazionale a Roma
Oltre 50 appuntamenti in tutta Italia per dire no ai respingimenti

Per rispondere alla visita di Gheddafi in Italia abbiamo lanciato un appello di mobilitazione nazionale, per dire no ai respingimenti e al Trattato Italia-Libia. La risposta è stata altissima. Dal 10 al 20 giugno, la rete spontanea nata intorno a “Fortress Europe”, a “Come un uomo sulla terra” e all’associazione Asinitas Onlus, è riuscita ad organizzare 55 eventi in 35 città italiane per dire “Io non respingo”. Maroni prenda nota. È il benvenuto che una parte sana dell’Italia riserva alla visita del dittatore libico Gheddafi. Manifestazioni, presìdi, dibattiti e proiezioni del film. Da Cagliari a Milano, da Agrigento a Varese. Conosciamo quale destino attende gli emigranti e i rifugiati respinti al largo di Lampedusa e imprigionati in Libia. E non possiamo rimanere indifferenti.

A coronamento di tutto ciò, abbiamo indetto una grande manifestazione il 10 giugno a Roma in Piazza Farnese. A partire dalle 18:00, proprio nelle stesse ore in cui Gheddafi sarà ricevuto dal premier a Palazzo Chigi. Alterneremo reading di testimonianze sulla Libia a poesie, intermezzi musicali a momenti di informazione e di riflessione. Ci saranno Ascanio Celestini, Andrea Satta, il coro multietnico Casilino 23, Moni Ovadia, Andrea Pandolfo, Monserrat, Igiaba Scego, gli studenti della scuola di italiano Asinitas e altri scrittori, giornalisti, e attori teatrali. Fortress Europe mostrerà al pubblico le foto scattate nei campi libici. Sempre in piazza Farnese, alle 21.00 proietteremo all’aperto il documentario “Come un uomo sulla terra”, con la presenza degli autori. All’iniziativa ha aderito Amnesty International – sezione italiana.

Il sit-in e la raccolta delle firme per la petizione sulla Libia, inizieranno a partire dalle 16:00, con un’iniziativa promossa dalle scuole di italiano Asinitas Onlus, Associazione Comboniana Servizio Emigranti, Insensinverso, Cotrad Didattica Teatro, Focus Casa dei Diritti Sociali, Di 28 ce n’è 1.

Questa e-mail arriverà a 30.000 persone in tutta Italia. Chiediamo ad ognuno di voi di partecipare numerosi a queste giornate di mobilitazione, nate in modo spontaneo da una ricca rete di associazioni e individui che resistono quotidianamente all’imbarbarimento della civiltà giuridica e umana di questo paese.

La campagna IO NON RESPINGO è promossa da Fortress Europe, dall’associazione Asinitas Onlus, dagli autori di “Come un uomo sulla terra” (Andrea Segre, Riccardo Biadene e Dagmawi Yimer). Per aderire alla campagna: gabriele_delgrande@yahoo.it

Per maggiori informazioni http://fortresseurope.blogspot.com

5 giugno 2009

Licio Gelli ad Ostia – Comunicato stampa

sd13

COMUNICATO STAMPA

La cittadinanza che si riconosce nei valori non negoziabili della Costituzione e della Democrazia respinge con la massima fermezza l’assegnazione di un riconoscimento per la poesia a Licio Gelli, membro della Loggia Massonica P2 e “scrittore” di pagine vergognose del nostro Paese.
Riteniamo inaccettabili simili manifestazioni che premiano nemici dello Stato e che violano la memoria delle vittime della strage di Bologna.
Chiediamo che il Consiglio municipale, la cui sede ha ospitato la conferenza stampa di presentazione del Premio, con la partecipazione del Presidente Vizzani e dell ’Assessore Pace, si dissoci in modo netto ed inequivocabile da questa vergognosa iniziativa.
Rivendichiamo un altro modo di fare cultura con politiche che coinvolgano attivamente le realtà locali in un percorso di crescita civile.

Facciamo appello a tutte le realtà civiche e artistiche perché esprimano la propria voce critica aderendo al nostro appello e partecipando alla manifestazione indetta per il:

13 GIUGNO ORE 17.00
DI FRONTE AL TEATRO MANFREDI
in via dei Pallottini 10, Ostia Lido

RECITAL DI POESIE ED HAPPENING

A DIFESA DELLA CULTURA E PER LA DEMOCRAZIA

Rete democratica, prime adesioni:

ANPI, CdQ “Amici della Madonnetta”, Ass. Culturale Severiana, Comitato Civico Entroterra 13, Affabulazione, Le Sirene, Ostia che cammina, Unione Inquilini Ostia, Osservatorio Civico 13, Amici di Beppe Grillo XIII Municipio, Sinistra e Libertà, Partito Democratico, Italia dei Valori, Verdi Municipio XIII, Rifondazione Comunista.

Sull’argomento:
Romauno
roma.indymedia
romatoday

Su Licio Gelli
Wikipedia
Misteri d’Italia
Archivio Flamigni

31 maggio 2009

Il terremoto, la vita in Abruzzo e a L’Aquila raccontata da Miss Kappa

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miss_kappa_blog_terremoto_aquila_abruzzo

Copio e incollo il testo dell’ultimo post di Miss Kappa, terremotata d’Abruzzo.

“Non è stata una vittoria, ma è stato un inizio. Eravamo, ad un sommario sguardo, un migliaio. Agguerriti, arrabbiati, pieni di domande. C’era, purtroppo, mancanza di coordinamento, ma era inevitabile. Come si possono coordinare persone sparse nei campi, sulla costa, o negli alloggi privati? E con un piano ben mirato che tende a disperderci sempre di più? Che punta ad un preciso disegno che eviti ogni tipo di aggregazione? Davanti al cordone delle forze dell’ordine, abbiamo provato a forzare il passo, ma ci siamo resi conto che era difficilissimo. Molte persone erano anziane, c’erano dei bambini, e tutti in prima linea. Abbiamo avuto paura. Le scosse della notte precedente hanno contribuito a far temere per l’incolumità personale. Il padrone delle ferriere, Bertolaso, non c’era. Il Sindaco c’era, insieme con la sfilata di politici locali, ma non ci ha appoggiati, come avrebbe dovuto. Ci ha fermati, ha spiegato la pericolosità, a mio avviso inesistente, di ciò che intendevamo fare, quindi si è deciso di desistere. Siamo stati ammessi solo alla prima parte del corso cittadino, scortati dai Vigili del Fuoco, ché loro e solo loro abbiamo voluto a gran voce, e poi deviati al piazzale del Castello, dove il Sindaco si è concesso al popolo esponendo idee condivisibili per la seconda fase, successiva a quella dell’emergenza, che avremmo già dovuto iniziare a vivere e per la ricostruzione, ma asserendo che non ci sono soldi. Una cosa è emersa chiaramente: aspetteremo altre due settimane per la messa in sicurezza del tragitto, poi si ritenterà. Nel pomeriggio ho partecipato all’assemblea cittadina presso il parco Unicef e da lì sono emerse altre iniziative. Prima fra tutte una manifestazione a Roma il giorno 15, giorno in cui si voterà per il decreto terremoto, dove si affermerà che, se non avremo ciò che chiediamo ed i tempi brevi, il G8 non vedrà la temuta protesta dei no global, ma quella di mamme di famiglia, lavoratori, operai, professionisti, cittadini che reclamano i loro diritti. Siamo intenzionati a non fare da cornice, il mondo dovrà vedere. L’importante è sensibilizzare gli Aquilani, raggiungerli, renderli consapevoli. Il piano di annientarli deve essere ribaltato. Occorrerebbero persone che vadano negli alberghi e nei campi, a parlare con loro. A far capire che solo l’unione e la determinazione può darci la forza per essere ascoltati. Il lavoro nei campi lo faremo noi. Ma nelle residenze al mare? Gli Aquilani che hanno visto la morte negli occhi, e che, scampati, sono rimasti inebetiti e senza punti di riferimento, hanno bisogno di qualcuno che risvegli le loro coscienze. Possiamo farcela, ma dobbiamo lavorare tutti insieme. Anche con l’aiuto esterno, di chi, lucido e con i mezzi idonei,sappia coordinarci. Sinistra, dove sei? E’ un sogno chiedere dei volontari che possano aiutarci in questo?



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